L’emozionante salvataggio di un cagnolino scomparso da 12 giorni: annaspava per non annegare nella baia di San Francisco

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La vicenda che vi stiamo per raccontare comincia il 4 luglio, giorno in cui un cucciolo di cane fa perdere le sue tracce allontanandosi da casa. Per quasi due settimane la sua sorte resta incerta, fino alla svolta del 16 luglio. Una chiamata al numero d’emergenza 911 segnala la presenza di un cagnolino in grande difficoltà mentre nuota nelle acque paludose della baia di San Francisco, nel territorio compreso tra East Palo Alto e il ponte Dumbarton. Il piccolo animale, stremato dopo giorni di vagabondaggio, si trovava immerso nel fango e costretto a lottare per non annegare, dovendosi al contempo difendere dagli attacchi aggressivi di alcuni gabbiani attirati dalla sua presenza in acqua.

Un salvataggio spettacolare con droni, imbarcazioni e idrovolanti

Per strappare il piccolo alla corrente si attiva la squadra dei Vigili del fuoco di Menlo Park, che organizza un’operazione complessa degna di una scena cinematografica. I soccorritori schierano sul campo due camion, una barca, un idrovolante e fanno alzare in volo un drone da ricognizione per monitorare l’area dall’alto. Attraverso l’uso combinato di binocoli e riprese aeree, i pompieri individuano la posizione esatta del cucciolo. L’imbarcazione si avvicina rapidamente al punto critico, permettendo a uno degli operatori di allungarsi oltre la sponda e afferrare al volo il cagnolino prima che venga sopraffatto dalla fatica e dalla melma.

Il recupero e il felice ricongiungimento con i suoi amici umani

Subito dopo essere stato messo in salvo a bordo del battello, il cagnolino viene affidato alle cure del personale della Società per la Prevenzione della Crudeltà sugli Animali (SPCA). Gli operatori dell’associazione verificano lo stato di salute del cucciolo, visibilmente provato ma sano e salvo, e avviano le procedure per risalire all’identità della sua famiglia. Attraverso i controlli incrociati sui registri delle segnalazioni di smarrimento, i volontari riescono a rintracciare i suoi amici umani, permettendo un emozionante ricongiungimento a distanza di dodici giorni dalla scomparsa.

Autore articolo: Rebecca Manzi