Licenze MiCAR: cosa sta succedendo sul mercato?

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A pochissimi giorni dalla scadenza cruciale del 1° luglio 2026, che segnerà il termine definitivo del periodo transitorio del regolamento europeo MiCAR, la mappa degli asset digitali in Europa cambia radicalmente volto. L’ultimo scossone arriva direttamente da Binance: il 26 giugno, infatti, il gigante globale degli exchange ha comunicato ai propri clienti europei di non aver ancora ottenuto la licenza in Europa e non essere pronto ad ottenerlo entro il 1° luglio, preannunciando una rimodulazione operativa e la sospensione di alcune attività in mercati specifici.

Non si tratta di un semplice ritardo burocratico, ma del risultato di una selezione guidata dalla compliance. Dal 1° luglio, chi non è in possesso della regolare autorizzazione CASP (Crypto-Asset Service Provider) non potrà più offrire legalmente servizi legati alle cripto-attività all’interno dell’Unione Europea.

I numeri del taglio: la stretta della conformità

Il passaggio dai vecchi regimi locali alla cornice regolamentare europea ha drasticamente ridotto il numero di operatori sul campo:

In Europa: A fronte di oltre 1.000 soggetti che si stima fossero precedentemente registrati nei vari elenchi nazionali, a oggi si contano 230 società che sono riuscite a ottenere la licenza europea MiCAR.

In Italia: La differenza è ancora più netta: a fronte dei circa 100 VASP iscritti al registro dell’OAM alla fine dello scorso anno, solo 38 avevano presentato la richiesta di licenza entro la data limite del 30 dicembre 2025 (Dati OAM — Relazione annuale sulle attività svolte) ed oggi (25 giugno 2026) sono appena 4 le società italiane autorizzate a operare come CASP ai sensi della MiCAR. Fra cui Conio, da sempre impegnata a garantire servizi con elevati standard di qualità e rispetto della normativa.

Cosa cambia ora per gli utenti?

Come avvisa Binance, per chi detiene fondi sulla piattaforma, dal primo di luglio sarà necessario procedere con il trasferimento verso wallet propri o verso piattaforme che hanno già ottenuto la licenza.

Binance potrebbe non essere un caso isolato: sono ancora molte la realtà che in tutta Europa non hanno completato l’iter per ottenere la licenza. Qualora non avessero conferma entro il 1° luglio, infatti, dovranno avvertire i proprio clienti e avviare i piani di dismissione, invitando i propri clienti al trasferimento dei fondi.

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Autore articolo: Conio Team