Lo stretto di Hormuz è stato riaperto: via libera a tutte le navi (finché durerà la tregua)

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Lo stretto di Hormuz è aperto, il petrolio è in caduta libera e sul tavolo c’è un accordo che potrebbe ridisegnare gli equilibri tra Washington e Teheran. Tutto nel giro di poche ore, in una giornata che ha il sapore di una svolta.

Il punto di partenza è l’annuncio del ministro degli esteri iraniano Araghchi su X: in linea con il cessate il fuoco in Libano, lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto al traffico commerciale per tutta la durata della tregua, secondo le rotte già coordinate con le autorità portuali e marittime della Repubblica Islamica. Un segnale distensivo, ma con una cornice precisa: vale finché regge la tregua.

Trump ha raccolto e rilanciato a modo suo, tutto in maiuscolo. Hormuz è aperto e operativo, ha scritto, ma il blocco navale nei confronti dell’Iran resterà in pieno vigore fino al completamento totale dell’accordo in fase di negoziazione. E ha aggiunto che il processo dovrebbe andare spedito, perché la maggior parte dei punti è già sul tavolo.

THE STRAIT OF HORMUZ IS COMPLETELY OPEN AND READY FOR BUSINESS AND FULL PASSAGE, BUT THE NAVAL BLOCKADE WILL REMAIN IN FULL FORCE AND EFFECT AS IT PERTAINS TO IRAN, ONLY, UNTIL SUCH TIME AS OUR TRANSACTION WITH IRAN IS 100% COMPLETE. THIS PROCESS SHOULD GO VERY QUICKLY IN THAT MOST OF THE POINTS ARE ALREADY NEGOTIATED. THANK YOU FOR YOUR ATTENTION TO THIS MATTER! PRESIDENT DONALD J.TRUMP

Quei punti, almeno in parte, li ha ricostruiti Axios: nell’ambito dell’intesa, Washington potrebbe sbloccare circa 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia di Teheran alle proprie scorte di uranio arricchito. Una notizia che i mercati hanno metabolizzato immediatamente — e brutalmente. Il WTI è crollato oltre il 5% a 89,8 dollari al barile, il Brent ha perso il 4,3% fermandosi a 95 dollari.

Cosa prevederebbero i negoziati tra Iran e USA?

Tre pagine per provare a chiudere una guerra. È questo il cuore del negoziato in corso tra Stati Uniti e Iran, di cui Axios ha ricostruito i contorni citando fonti dirette.

Il documento allo studio è un protocollo d’intesa che tocca i nodi più delicati del dossier iraniano. Sul fronte economico, Washington sarebbe pronta a sbloccare circa 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati; in cambio, Teheran rinuncerebbe alle proprie scorte di uranio arricchito e accetterebbe una moratoria volontaria sull’arricchimento nucleare, la cui durata è ancora oggetto di discussione. All’Iran verrebbe lasciata la possibilità di mantenere reattori di ricerca a scopo medico, ma con un vincolo preciso: tutti gli impianti nucleari dovranno essere collocati in superficie, senza strutture sotterranee.

Resta aperto, invece, il capitolo dello stretto di Hormuz, sul quale le posizioni delle due parti sono ancora distanti. Un nodo che, viste le ultime dichiarazioni di Trump e Araghchi, potrebbe essere trattato su un binario parallelo rispetto al resto dell’accordo.

Il prossimo round di trattative è atteso a Islamabad, probabilmente dopodomani. Tre pagine, dunque, ma con ancora qualche riga da scrivere.

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Autore articolo: Marco Crisciotti