Merenda in spiaggia: i consigli della nutrizionista per un break sano sotto l’ombrellone


Giocano con la sabbia, si tuffano, corrono, fanno tappa sotto l’ombrellone e poi di nuovo, via, verso il mare. I bambini in spiaggia sono un vortice di energia. Ed è giusto così. Ma tutte queste energie vanno poi recuperate con i pasti, dal pranzo (scopri qui i cibi migliori da portare in spiaggia) alla merenda. Nella videointervista Evelina Flachi, specialista in Scienza dell’alimentazione, nutrizionista e presidente della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare, dà qualche consiglio per un break salutare sotto l’ombrellone.
Il pericolo dei picchi glicemici in spiaggia

L’errore più comune che si commette in spiaggia è cedere alla tentazione di snack confezionati, patatine o bibite zuccherate acquistate al chiosco dello stabilimento. Questi alimenti, ricchi di grassi idrogenati e zuccheri semplici, provocano un picco glicemico immediato seguito da un rapido calo di zuccheri nel sangue, che lascia il bambino ancora più stanco, irritabile e precocemente affamato.
La merenda ideale sotto l’ombrellone deve invece combinare idratazione, sali minerali e carboidrati a lento rilascio, fondamentali per sostenere lo sforzo fisico prolungato senza appesantire la digestione.
La scelta ideale: frutta di stagione e carboidrati complessi
La scelta d’elezione per lo spuntino di metà pomeriggio resta la frutta fresca di stagione, come anguria, melone, pesche o albicocche, preventivamente lavata a casa e conservata in una borsa termica con ghiaccio per preservarne le vitamine. La frutta non solo reintegra i liquidi persi con il sudore, ma apporta potassio e magnesio, preziosi contro la spossatezza da calore. Per i bambini più grandi e dinamici, alla frutta si può associare una piccola quota di carboidrati complessi: ottimi dei tarallini integrali, qualche fetta di pane di tipo 1 con un velo di marmellata o uno yogurt bianco naturale mantenuto alla corretta temperatura di refrigerazione.
L’importanza di una corretta idratazione
Un capitolo a parte e di cruciale importanza riguarda l’idratazione. I bambini avvertono lo stimolo della sete meno degli adulti e, assorbiti dal gioco, rischiano la disidratazione precoce. L’unica bevanda indispensabile è l’acqua naturale, che deve essere offerta a piccoli sorsi frequentemente nell’arco della giornata, evitando che sia eccessivamente fredda per scongiurare il rischio di congestioni gastriche. Sono da bandire i succhi di frutta industriali con zuccheri aggiunti e i tè freddi commerciali, che aumentano la sete anziché estinguerla.
Le tempistiche giuste prima del bagno
Infine, la nutrizionista ricorda l’importanza della tempistica: la merenda va consumata almeno un’ora e mezza prima del bagno principale se è più strutturata, per garantire che il flusso sanguigno rimanga disponibile per lo sforzo muscolare del nuoto.
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