Meteo, l’anticiclone tiene ancora nel week end: ecco quando arriveranno le prime piogge

Il calendario dice ottobre, il termometro non è d’accordo. Nei prossimi giorni le massime toccheranno i 28-30 °C al Centro-Nord e si fermeranno poco sotto al Sud, con valori che a inizio autunno sanno ancora di fine estate. Merito, o colpa, di un anticiclone che non molla la presa sull’Europa orientale e sull’Italia e continua a sbarrare la strada alle perturbazioni atlantiche. È il quadro tracciato da Luca Lombroso, meteorologo e redattore di Meteored Italia, sulla base dei modelli del Centro europeo ECMWF. La pioggia, quella vera, potrebbe affacciarsi solo dopo il 5 ottobre. E nemmeno su questo c’è da scommettere.
Il ciclone islandese non sfonda
Sull’alto Atlantico, a sud dell’Islanda, si è formato un profondo ciclone extratropicale con un minimo di 960 ettopascal. La sua perturbazione prova a scendere verso il Mediterraneo, ma l’anticiclone piazzato fra Est Europa e Penisola la costringe a dissolversi prima che faccia breccia. Sull’Italia arrivano soltanto nubi isolate, e la svolta slitta di qualche giorno. Il mese si apre così con cieli sereni o velati quasi ovunque. Fanno eccezione il Nordovest e la Sardegna, dove qualche addensamento più compatto porterà piogge deboli e del tutto sporadiche. La Pianura Padana, già asciutta, resterà a secco anche stavolta. Le temperature sono in leggero rialzo: massime fra 28 e 30 °C al Centro-Nord, attorno ai 26-28 °C al Sud. Mattine e sere restano fresche, con minime fra 12 e 18 °C, niente di anomalo per il periodo.
Weekend del 3 e 4 ottobre, ancora tempo da spiaggia
Sabato 3 e domenica 4 ottobre il copione non cambia. Massime fino a 26-28 °C, sole su gran parte del Paese e condizioni adatte a una giornata al mare o a una visita in qualche borgo o città d’arte. Chiunque preferisca la montagna troverà tempo stabile per escursioni e arrampicate su Appennini ed Alpi centro-orientali. Diverso il discorso sui rilievi occidentali, dove resiste un po’ di nuvolosità con piogge intermittenti. Anche in quota il clima rimane insolitamente caldo per la stagione: lo zero termico si tiene fra i 3.800 e i 4.000 metri.
Lunedì 5 e martedì 6, prime piogge al Centro
La prima crepa nell’anticiclone potrebbe aprirsi a inizio settimana. Fra il 5 e il 6 ottobre una depressione fra le regioni centrali e la Sardegna potrebbe portare rovesci e temporali, soprattutto sulle coste tirreniche di Toscana e Lazio. Il Nord verrebbe appena sfiorato da qualche velatura, senza piogge degne di nota, mentre il Sud resterebbe asciutto e in parte sereno. Sul fronte termico cambia poco: massime fra 26 e 28 °C, notti fresche ma gradevoli.
Dal 7 ottobre la svolta? Ipotesi ancora debole
Che le mappe meteo cambino da un aggiornamento all’altro non deve sorprendere, avverte Lombroso. I modelli non «cambiano idea»: seguono la normale evoluzione della previsione, e l’analisi dei cluster probabilistici serve proprio a mettere in fila le alternative possibili, e qui, di alternative, ce ne sono parecchie. «Sono presenti, infatti, dai 3 a tratti 5-6 scenari diversi», spiega il meteorologo. «Alcuni propongono flussi nordoccidentali sull’Italia poco produttivi di pioggia specie per il nord, protetto dalle Alpi. Altri un anticiclone indebolito e invecchiato». La vera svolta atlantica resta per ora l’ipotesi di minoranza, con una probabilità stimata attorno al 30-40%. Gli scenari prevalenti indicano flussi instabili diretti verso il Centro-Sud, che salterebbero in buona parte il Nord almeno fino a metà mese. Per le regioni settentrionali le mappe ECMWF prospettano un possibile ritorno della pioggia fra il 12 e il 19 ottobre.
L’incognita del ciclone tirrenico
L’ultimo run del modello ECMWF, uscito mercoledì 30 settembre, ha aggiunto un elemento nuovo, ossia la possibile formazione di un ciclone sul Tirreno fra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre, con maltempo e piogge su molte regioni, previsione da prendere con la massima cautela, perché i cluster mostrano cinque evoluzioni molto diverse fra loro e quelle nettamente cicloniche sono in minoranza; negli altri casi la perturbazione sarebbe più debole, più aperta o spostata altrove. Più che una previsione, una possibilità da seguire nei prossimi aggiornamenti. La partita, del resto, non riguarda soltanto gli ombrelli. Secondo il meteorologo, la mancanza di pioggia in questa fase rischia di aggravare la siccità proprio nella stagione che dovrebbe ricaricare falde, fiumi e bacini. E il Nord ci arriva dopo un’estate pesante. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino del Po ha registrato condizioni di elevata criticità sull’intero distretto, senza interruzioni, fra il 16 giugno e il 22 agosto. Il 16 settembre la severità idrica è scesa a «media con precipitazioni», e la prossima riunione è fissata per il 21 ottobre.
Fonte: comunicato stampa Meteored Italia (ilmeteo.net)
