Nato al Bioparco Zoom Torino l’unico bradipo didattilo d’Italia: è adorabile ma purtroppo non conoscerà la libertà

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Al bioparco Zoom di Cumiana, nella provincia di Torino, è venuto alla luce l’unico cucciolo di bradipo didattilo nato sul territorio italiano dall’inizio dell’anno. Il piccolo ha appena trenta giorni di vita e si trova attualmente all’interno dell’Oasi delle Farfalle, un ambiente controllato dove convive con i genitori, cinque esemplari di diamanti di Gould e diverse specie di insetti tropicali.

Mentre i canali di comunicazione celebrano l’evento come un successo scientifico, l’animale è già entrato nel circuito mediatico come una vera e propria star da fotografare. Purtroppo però l’animale trascorrerà l’intera esistenza lontano dalle fitte foreste tropicali tra il Brasile e il Venezuela, i suoi reali territori d’origine. Il piccolo sta compiendo i suoi primi e impacciati tentativi per appendersi a testa in giù, una coordinazione motoria che in natura ne garantirebbe la sopravvivenza dai predatori e che qui si trasforma nel fulcro delle istantanee digitali del pubblico pagante.

La gestione scientifica dell’Eaza e lo sviluppo biologico sotto i riflettori

Le dinamiche biologiche del nuovo arrivato sono monitorate costantemente dallo staff tecnico della struttura piemontese. La curatrice del bioparco Zoom Torino, Irene Carnovale, ha spiegato che la determinazione del sesso del mammifero rimarrà un mistero fino a quando l’animale non avrà raggiunto una maggiore indipendenza biologica, permettendo così lo svolgimento del primo controllo veterinario invasivo. Nel frattempo, l’esemplare è protetto dalla madre, Brooke, una femmina esperta alla sua seconda gravidanza che dimostra una spiccata tolleranza nello svezzamento del figlio dal ventre materno.

L’inserimento del bradipo nel programma europeo di gestione coordinato dalla European Association of Zoos and Aquaria evidenzia la drammaticità della situazione globale delle foreste pluviali. L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura certifica che il disboscamento e le coltivazioni intensive hanno distrutto il 9% dell’habitat naturale di questa specie solo in territorio brasiliano. Il paradosso risiede nel fatto che, per salvare il patrimonio genetico in declino dall’estinzione, la scienza sia costretta a far nascere e crescere questi mammiferi in uno stato di cattività permanente, privati dello spazio illimitato della libertà.

Il futuro di un’attrazione zoologica tra la banchina di un ramo e lo sguardo umano

Il percorso di crescita del piccolo bradipo richiederà circa nove mesi prima del distacco definitivo dalla pancia della madre Brooke. Fino ad allora, l’animale continuerà a nutrirsi prevalentemente di latte, mostrando una progressiva curiosità verso i cibi solidi consumati dagli adulti. Con il passare dei mesi, il cucciolo consoliderà la muscolatura per rimanere a testa in giù per il 90% del suo tempo biologico, utilizzandolo per dormire fino a 18 ore, nutrirsi e svolgere le funzioni vitali primarie su rami artificiali.

L’esemplare si aggiunge agli altri otto bradipi già presenti all’interno delle strutture zoologiche della penisola italiana. Se da un lato la sua presenza tutela la sopravvivenza teorica della specie dall’azione distruttiva della deforestazione antropica, dall’altro lo condanna a una routine scandita dagli sguardi dei visitatori e dagli obiettivi fotografici. Il suo mondo rimarrà circoscritto dalle pareti della biosfera di Cumiana, un microcosmo perfetto ma artificiale, dove il tempo scorre lento all’ombra di un pubblico in cerca di intrattenimento naturalistico.

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Autore articolo: Rebecca Manzi