Nel deserto più arido del mondo è esplosa la vita: l’Atacama si trasforma in un mare di fiori dopo le piogge (e c’entra El Niño)

C’è un luogo sulla Terra dove la pioggia è così rara che ogni goccia può sembrare un miracolo. È il deserto di Atacama, nel nord del Cile, considerato uno dei luoghi più aridi del pianeta. Eppure, proprio qui, dove per gran parte dell’anno il terreno è spaccato, immobile e senza vita, in questi giorni sta accadendo qualcosa di straordinario: il deserto si è ricoperto di fiori.
Milioni di semi rimasti nascosti nella sabbia, insieme a bulbi e radici dormienti, hanno aspettato pazientemente il momento giusto. Poi sono arrivate le piogge intense legate al fenomeno climatico di El Niño e quella che sembrava una distesa sterile si è trasformata in un enorme giardino naturale.
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Un’esplosione di colori che sembra quasi impossibile: tappeti viola che ricoprono il terreno, piccoli fiori bianchi che spuntano tra le crepe della terra e, in alcuni momenti, persino arcobaleni sopra il paesaggio rosso del deserto.
Il deserto che “si risveglia” dopo la pioggia
Tutto merito di una vera e propria banca naturale della vita che si nasconde sotto la superficie dell’Atacama. Semi e bulbi di circa 200 specie vegetali diverse possono rimanere nascosti nel terreno per lunghi periodi, aspettando condizioni favorevoli.
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Quando arriva abbastanza acqua, il meccanismo si riattiva: le piante germogliano, gli insetti tornano a nutrirsi e impollinare e anche i piccoli animali come lumache, rettili, uccelli e mammiferi ricominciano a popolare l’area. Si tratta di piante adattate alle condizioni di aridità e semi-aridità, capaci di rimanere in stato di dormienza sotto il suolo nei periodi secchi (scientificamente chiamati geofiti, come bulbi, rizomi, tuberi o radici di riserva) e persino steli sotterranei, nel caso degli arbusti.
Va da sé che tutto questo è un meraviglioso fenomeno che non riguarda soltanto i fiori: è un’intera rete ecologica che torna temporaneamente attiva. Le api ricominciano il loro lavoro di impollinazione, mentre alcuni insetti si nutrono dei resti vegetali e contribuiscono alla fertilità del suolo attraverso il ciclo naturale dei nutrienti.
La trasformazione è stata favorita da precipitazioni eccezionali. In alcune aree del deserto sono caduti oltre 180 millimetri di pioggia stagionale, un quantitativo definito senza precedenti nei dati disponibili. L’acqua è riuscita a penetrare più in profondità nella sabbia rispetto al normale, dando nuova energia alla riserva naturale situata circa 800 chilometri a nord di Santiago.
Secondo la CONAF, l’ente forestale cileno, il picco della fioritura è previsto per ottobre: si stima che circa 15.000 ettari possano trasformarsi in un enorme mosaico di colori.
Quando El Niño può creare anche bellezza
El Niño è un fenomeno climatico naturale legato al riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale. Può modificare la circolazione atmosferica globale, influenzando venti e precipitazioni in molte aree del mondo. Ma gli effetti possono essere molto diversi: mentre è chiaro che in alcune regioni provoca siccità, caldo estremo o eventi meteorologici intensi, in altre può portare condizioni favorevoli alla rinascita temporanea di ecosistemi particolarmente adattati.
In Cile, però, queste stesse piogge hanno avuto anche conseguenze drammatiche: le precipitazioni intense di luglio hanno causato vittime e distrutto o danneggiato migliaia di abitazioni.
La natura, ancora una volta, mostra la sua complessità: lo stesso fenomeno può portare distruzione e, contemporaneamente, favorire un’incredibile esplosione di vita.
Il “deserto fiorito” non è un miracolo, ma una strategia di sopravvivenza
Il fenomeno dell’Atacama fiorito non è nuovo. Negli anni in cui le condizioni climatiche lo permettono, il deserto può trasformarsi per alcune settimane in una delle manifestazioni naturali più spettacolari del pianeta.
È successo anche in passato, soprattutto durante gli anni caratterizzati da forti episodi di El Niño.
Nel 2015, per esempio, l’Atacama visse una delle fioriture più spettacolari degli ultimi decenni dopo piogge eccezionali che trasformarono vaste aree desertiche in distese di fiori colorati. Un altro episodio importante si verificò nel 2017, quando dopo intense precipitazioni il deserto tornò a riempirsi di colori attirando migliaia di visitatori.
Questi eventi ricordano una cosa fondamentale: anche gli ambienti apparentemente più estremi non sono privi di vita. Semplicemente, la vita ha trovato un modo diverso di aspettare.
Fonte: CONAF
