No alla vendita di animali vivi nei mercati: questo è il primo comune a vietarla in Piemonte (e il 21° in Italia)

Il Comune di Leinì, nel Torinese, segna una svolta storica per il Piemonte: il Consiglio comunale ha infatti approvato all’unanimità un nuovo regolamento che vieta la vendita e la detenzione di animali vivi nei mercati settimanali. L’obiettivo è chiaro: contrastare sofferenza, stress e condizioni inadeguate, spesso legate a gabbie sovraffollate e trasporti ripetuti. La decisione vuole anche ridurre i rischi sanitari derivanti dal contatto tra specie diverse e alimenti. Leinì diventa così il primo comune piemontese a introdurre questa misura, entrando nel novero di oltre 20 città italiane virtuose, tra cui Milano, Roma, Monza, La Spezia, Bari e Lecce.
La nascita della coalizione “Non in vendita”
A guidare questa battaglia è la neonata coalizione “Non in vendita”, formata da Animal Law Italia, l’associazione Animal, la Rete dei Santuari di Animali Liberi e il collettivo Zoout. La coalizione nasce per dire con chiarezza che gli animali non sono merce, promuovendo scelte di adozione responsabile e contrastando acquisti d’impulso che spesso portano a abbandono e maltrattamento. Con il lancio del portale noninvendita.it, sarà possibile seguire tutte le campagne e le iniziative della coalizione, con aggiornamenti sulle nuove normative e azioni concrete sul territorio.
Perché il divieto è fondamentale
La vendita ambulante di animali vivi nei mercati comporta sofferenze gravi: gabbie minuscole, esposizione a rumori e temperature estreme, manipolazioni continue e trasporti stressanti. Dal punto di vista della salute pubblica, questa pratica favorisce la diffusione di malattie zoonotiche e rischi igienico-sanitari concreti per chi frequenta i mercati. Vietare la vendita significa quindi proteggere sia gli animali sia le persone, promuovendo al contempo un modello di acquisto consapevole.
Il regolamento di Leinì
Il nuovo regolamento stabilisce un quadro completo per il benessere animale: responsabilità dei proprietari, divieto di maltrattamento e abbandono, regole su trasporto e detenzione, educazione civica e collaborazione con enti veterinari e associazioni. Alcune eccezioni sono previste solo per eventi patrocinati dal Comune, sempre nel rispetto delle norme sul benessere. Per Animal Law Italia e la coalizione, Leinì rappresenta una prima vittoria significativa, destinata a diventare un modello nazionale. Il prossimo obiettivo è il capoluogo piemontese, Torino, affinché segua l’esempio, trasformando il rispetto per gli animali in una regola condivisa in tutta la regione.
Fonte: Animal Law Italia / LEAL Lega Antivivisezionista
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