Orso fa irruzione tra le giostre durante la festa in un borgo abruzzese, il sindaco: “non avvicinatevi e non lasciate cibo in strada”

Il piccolo borgo di Villa Scontrone, una frazione situata nel territorio comunale di Scontrone in provincia de L’Aquila, è diventato il palcoscenico di un evento straordinario che ha rapidamente catturato l’attenzione della rete. Nella tarda serata dello scorso 16 luglio, mentre la comunità locale era impegnata nei tradizionali festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo, un grosso orso si è palesato improvvisamente nel pieno centro abitato.
Il grande mammifero ha iniziato ad aggirarsi con apparente curiosità proprio all’interno dell’area allestita per l’intrattenimento, camminando tranquillamente tra le giostre installate per l’occasione e tra lo stupore dei passanti. La comparsa del plantigrado, che secondo le testimonianze degli abitanti non risulterebbe nuovo a incursioni in quella specifica zona dell’Aquilano, è stata ripresa in alcuni filmati diffusi sul web.
Come comportarsi: mai avvicinarsi
Nonostante l’indubbio fascino visivo generato dal passaggio ravvicinato dell’animale selvatico, la situazione ha richiesto l’immediata attivazione delle istituzioni per evitare incidenti. La presenza ravvicinata del mammifero a ridosso delle strutture ludiche ha spinto l’amministrazione a diffondere tempestivamente una serie di direttive comportamentali per tutelare sia l’incolumità pubblica dei residenti sia il benessere dello stesso esemplare.
Il sindaco del Comune di Scontrone, Francesco Melone, è intervenuto direttamente attraverso i canali di comunicazione ufficiali dell’ente per richiamare la cittadinanza alla massima cautela. Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di non sottovalutare la situazione, invitando residenti e turisti a mantenere una distanza di sicurezza rigorosa, quantificata in almeno 100 metri di separazione dal plantigrado. L’ordinanza vieta esplicitamente di tentare approcci ravvicinati dettati dalla curiosità o dalla volontà di scattare fotografie e registrare video a breve distanza.
Accanto al divieto di interazione diretta, l’amministrazione comunale ha posto l’accento sulla gestione dei fattori di attrazione alimentare all’aperto. È stato raccomandato di non lasciare residui di cibo, scarti di spazzatura o ciotole con il mangime per i propri animali domestici in luoghi accessibili, elementi che potrebbero spingere l’animale a stazionare nei pressi delle case. Un’attenzione particolare è stata infine richiesta per il controllo dei cani al seguito, i quali devono essere sorvegliati in modo rigido per prevenire possibili reazioni difensive da parte dell’orso.
I dati scientifici sulla popolazione e l’espansione territoriale
Un episodio che si inserisce in uno scenario ecologico più ampio, delineato per la prima volta da una stima dell’intera popolazione di orso bruno marsicano non limitata ai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. I risultati, presentati al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell’ambito del progetto DigitAP finanziato dal PNRR, offrono la mappatura più dettagliata mai ottenuta per questa sottospecie endemica e fortemente minacciata a livello europeo. Il monitoraggio ha sfruttato un metodo genetico non invasivo condotto nell’estate 2025, basato sul rilevamento di campioni biologici sul territorio. Dall’analisi dei dati è emersa una stima complessiva di 81 individui (43 femmine e 38 maschi), distribuiti su oltre 6.000 chilometri quadrati nell’Appennino centrale.
La biologa del PNALM, Roberta Latini, ha commentato i risultati dichiarando:
Il dato più significativo è la progressiva espansione della popolazione nelle aree esterne al Parco, soprattutto perché coinvolge anche le femmine.
Lo studio rivela infatti la presenza di circa 16 esemplari nelle zone periferiche, a riprova di un processo di colonizzazione in atto verso territori come la Valle Roveto, la Riserva Monte Genzana Alto Gizio e il Parco della Maiella. I pericoli principali fuori dalle riserve storiche rimangono la frammentazione paesaggistica, gli investimenti stradali, il turismo invasivo e il bracconaggio.
