Parigi-Roubaix 2026, tornano in azione le iconiche caprette che tosano l’erba del pavé (in modo ecologico)

salute-benessere

Prima ancora dei campioni, a prendersi la scena della Parigi-Roubaix 2026 sono loro: un piccolo gregge di capre impegnato a “ripulire” il pavé della leggendaria Foresta di Arenberg. Una presenza insolita ma ormai diventata un rito moderno della Regina delle Classiche. Gli animali brucano l’erba cresciuta tra i ciottoli, liberando il fondo e rendendo il tracciato meno scivoloso. Una soluzione semplice, naturale e sorprendentemente efficace, adottata negli ultimi anni dopo il periodo della pandemia e oggi diventata parte integrante della preparazione della corsa.

Il tratto della Trouée d’Arenberg, lungo circa 2,3 chilometri, è uno dei più temuti dai corridori: pietre irregolari, vibrazioni continue e rischio cadute. L’erba che cresce tra i blocchi di pavé può trasformarsi in una trappola. Ed è qui che entrano in gioco le “sentinelle ecologiche”, capaci di fare in poche settimane ciò che richiederebbe interventi meccanici invasivi.

Un gesto simbolico per una corsa leggendaria

La 123ª edizione della corsa partirà domenica 12 aprile da Compiègne per un totale di 258,3 chilometri, con ben 30 settori di pavé e oltre 54 chilometri sulle pietre. Tra i punti chiave restano la Trouée d’Arenberg, Mons-en-Pévèle e Carrefour de l’Arbre, tratti a cinque stelle che spesso decidono il vincitore. Ma prima dello spettacolo, la manutenzione naturale affidata alle capre rappresenta un momento simbolico: un’anticipazione silenziosa dell’inferno del Nord.

Gli organizzatori utilizzano questo metodo per migliorare la leggibilità del fondo, ridurre il rischio di scivolate e preservare l’integrità storica del pavé. Nessun diserbante, nessun mezzo pesante: solo animali al lavoro, in perfetto equilibrio con il territorio e totalmente ecologico. Le capre diventano così il simbolo di una trasformazione: dimostrano che anche una delle competizioni più dure e storiche del ciclismo può adottare scelte rispettose dell’ambiente senza rinunciare alla tradizione.

Un metodo ecologico per proteggere il pavé storico

Questo metodo permette inoltre di proteggere il pavé storico, evitando interventi aggressivi che potrebbero danneggiare le pietre centenarie. La scoperta di questo metodo è avvenuta grazie agli “Amici della Parigi-Roubaix”, un gruppo di volontari che si dedica a mantenere i tratti in pavé della gara in ottime condizioni.

Una manutenzione lenta ma efficace, perfettamente in linea con lo spirito della corsa. Così, mentre i campioni si preparano alla battaglia sulle pietre, il lavoro silenzioso delle capre racconta una storia diversa: quella di una corsa iconica che guarda avanti, dove natura, sicurezza e innovazione si incontrano prima ancora del primo colpo di pedale.

L’attenzione alla sostenibilità

L’iniziativa rientra in un approccio più ampio alla sostenibilità ambientale. La Parigi-Roubaix, evento globale seguito in oltre 190 Paesi, sta riducendo l’impatto della gara attraverso soluzioni naturali, riduzione dei rifiuti, uso di materiali riutilizzabili e rispetto delle zone dedicate allo smaltimento durante la corsa. Si incoraggia inoltre l’impego di mezzi a basse emissioni e una gestione più efficiente delle risorse per ridurre l’impatto dell’evento lungo tutto il percorso.

Novità storica: donne e uomini nello stesso giorno

Infine c’è un’altra nota positiva che accresce ancor di più il prestigio di questa corsa. Per la prima volta, la Parigi-Roubaix Femmes si correrà nella stessa giornata della gara maschile. Le atlete partiranno da Denain per 143,1 chilometri, affrontando 33,7 chilometri di pavé, compresi 17 settori del finale maschile. Un segnale forte per il ciclismo internazionale, che unisce tradizione e futuro nello stesso evento.

Ti potrebbe interessare anche: 

Autore articolo: Rebecca Manzi