Pasti a 1 euro in tutte le universitarie in Francia: la misura rivoluzionaria per sostenere gli studenti (senza nessun limite di reddito)

Dal 4 maggio in Francia è entrata in vigore una novità destinata a incidere concretamente sulla vita universitaria: tutti gli studenti possono accedere a un pasto completo in mensa al costo di 1 euro, indipendentemente dal reddito. Una svolta significativa rispetto al passato, quando la tariffa agevolata era riservata solo a chi beneficiava di borse di studio o si trovava in condizioni economiche difficili. Il pasto, servito nelle mense gestite dai Crous, comprende antipasto, piatto principale e dessert. Fino a pochi giorni fa, gli altri studenti pagavano circa 3,30 euro. Secondo Libération, il cambiamento nasce da una lunga pressione delle associazioni studentesche, che hanno portato la richiesta fino al Parlamento, ottenendo l’estensione universale della misura.
Il contesto: studenti sempre più in difficoltà
Alla base della decisione c’è un dato difficile da ignorare. In Francia, secondo diverse indagini, quasi il 50% degli universitari ha saltato almeno un pasto per motivi economici, mentre oltre un terzo lo fa con regolarità ogni mese. Numeri che evidenziano una crescente insicurezza alimentare, ormai riconosciuta come problema strutturale. Il fenomeno non è isolato. A livello europeo, circa il 24% dei giovani tra i 15 e i 29 anni è a rischio povertà o esclusione sociale, secondo Eurostat. In questo scenario, garantire l’accesso a un pasto equilibrato diventa una priorità politica oltre che sociale.
Costi, fondi e organizzazione
Dietro il prezzo simbolico di 1 euro si nasconde una realtà ben più complessa. Il costo reale di ogni pasto è stimato tra gli 8 e i 9 euro, coperto in gran parte dallo Stato. Per sostenere il sistema, il governo ha stanziato 50 milioni di euro, con ulteriori investimenti previsti negli anni successivi. Le mense coinvolte sono circa 800 in tutto il paese, con oltre 7.500 dipendenti. Per far fronte all’aumento previsto della domanda, saranno assunti almeno 204 nuovi lavoratori a tempo pieno. Tuttavia, sindacati e associazioni ritengono che queste risorse possano non essere sufficienti a lungo termine.
Una “piccola rivoluzione” sotto osservazione
Il ministro dell’Istruzione superiore Philippe Baptiste – che ha promesso 120 milioni di euro nel 2027 a sostegno del programma – ha definito la misura una “piccola rivoluzione”, sottolineando l’impegno a mantenere alta la qualità del cibo nonostante il calo dei prezzi. L’obiettivo è evitare che l’aumento degli utenti si traduca in un sovraccarico per le strutture e per il personale.
Nel 2025, le mense universitarie francesi hanno servito oltre 44 milioni di pasti, un numero destinato a crescere rapidamente. Il successo dell’iniziativa dipenderà proprio dalla capacità di reggere questo aumento senza compromettere il servizio. La direzione è chiara: trasformare il diritto allo studio in qualcosa di più concreto, partendo da un gesto quotidiano come il pranzo. In Francia, oggi, anche quello pesa meno sul bilancio degli studenti.
À Amiens, au CROUS.
La généralisation du repas à 1 €, c’est un changement d’échelle : près de 3 millions d’étudiants concernés.
50 M€ engagés dès 2026 et 204 ETP supplémentaires pour accompagner les équipes.
Une mesure sociale, construite avec les acteurs de terrain.… pic.twitter.com/zd2JvdgRtb
— Philippe Baptiste (@PhBaptiste) May 4, 2026
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À Amiens, au CROUS.
