Perché non dovresti uccidere i ragnetti rossi che trovi sul tuo balcone

Torna la primavera, le temperature risalgono e come ogni anno, puntualissimi, entrano in scena loro, i cosiddetti ragnetti rossi, quegli esserini piccolissimi, di un rosso acceso, che vanno veloci su mattoni e ringhiere. Alla vista dei quali, spesso, la prima reazione verte su spray ed il fare pulizia. Ecco, non fatelo, perché si tratterebbe di un grave errore, sia pratico che biologico.
Non sono ragni, e nemmeno parassiti
Il primo equivoco da chiarire riguarda l’identità di questi animali, perché non sono ragni, ma acari aracnidi: la specie più diffusa sui muri delle nostre case è il Balaustium murorum, il cui nome latino descrive già l’habitat preferito.

Il colore rosso intenso non è casuale, dipende dall’emolinfa, ricca di carotenoidi, che funge da segnale di avvertimento evolutivo, il cosiddetto aposematismo, per dissuadere i predatori. In più, i principali nemici naturali di questi acari non posseggono i fotorecettori per percepire il rosso, il che li rende di fatto invisibili ai predatori stessi.
Attenzione a non confonderli con il Tetranychus urticae (possiamo vederlo nell’immagine sottostante) il ragno rosso che attacca le piante da giardino e da appartamento: quello è un parassita, ha abitudini completamente diverse e non ha nulla a che fare con le specie che colonizzano balconi e muri.

Perché arrivano in primavera
La comparsa tra aprile e giugno risponde ad un preciso ciclo biologico, che vede i nostri trascorrere i mesi freddi in uno stato di quiescenza, per poi uscire per assorbire il calore questi acari escono per assorbire calore (mattoni e cemento si scaldano in fretta ed offrono l’habitat ideale, per questi li vediamo sempre su muri esterni e balconi). Le fessure nell’intonaco garantiscono riparo per le uova, che per schiudersi hanno bisogno di alte temperature.
C’è poi la questione del cibo, visto che il Balaustium murorum non tocca le piante, la sua dieta include larve di insetti nocivi e, in modo piuttosto efficiente, guano ed escrementi di uccello che si accumulano su cornicioni e ringhiere. Di fatto si comporta da spazzino microscopico, svolgendo un lavoro che nessun pesticida potrebbe fare con altrettanta precisione.
Perché gli insetticidi sono inutili (e controproducenti)
Qui entra in gioco il secondo errore più frequente, ovvero ricorrere ai comuni insetticidi. Poiché questi animali sono acari e non insetti, i normali prodotti da supermercato non sortiscono alcun effetto su di loro. L’unico risultato è inquinare il proprio balcone, respirare sostanze chimiche e macchiare le pareti — per niente.
L’unico inconveniente concreto dei ragnetti rossi riguarda il bucato, perché se inavvertitamente schiacciati, andrebbero a rilasciare l’emolinfa, sostanza che macchia in modo persistente i tessuti chiari. Per il resto sono del tutto innocui, visto che non pungono, non mordono, non trasmettono malattie e sono inoffensivi per gli animali domestici.
Come allontanarli senza ucciderli
La soluzione più semplice è la pazienza, visto che l’arrivo del caldo estivo ne comporta l’addio: i ragnetti se ne andranno da soli per andare in letargo, fino alla primavera successiva. Chi volesse scoraggiarli senza ricorrere ai veleni può provare con rimedi naturali, ad esempio si potrebbe riporre dell’argilla espansa nei sottovasi, fattispecie che creerebbe un microclima umido sgradito ai nostri acari, oppure impiegare una soluzione di sapone di Marsiglia diluito in acqua, da spruzzare su muri e davanzali, che fungerebbe da repellente. Anche gli oli essenziali di rosmarino, menta e lavanda possono tenerli lontani.
Nessuna di queste soluzioni è definitiva, né dovrebbe esserlo, perché la presenza ed il continuo ritorno di questi acari fa parte di un equilibrio che, anche nel piccolo di un balcone o di un giardino urbano, funziona e non dovrebbe essere interrotto. Toglierli dalla catena non serve davvero a nessuno.
Leggi anche:
