Pet food, controlli shock dei NAS: 1 attività su 5 irregolare, sequestrate oltre 60 tonnellate di cibo per animali

Acquistare cibo per cani e gatti è ormai un’abitudine per milioni di famiglie, ma non sempre i prodotti immessi sul mercato rispettano le regole. Lo dimostra la campagna nazionale di controlli condotta dai Carabinieri del NAS, d’intesa con il Ministero della Salute, che tra il 23 marzo e il 30 giugno 2026 ha ispezionato aziende, punti vendita e piattaforme di e-commerce specializzate nel pet food.
Il bilancio è pesante: oltre un’attività controllata su cinque è risultata irregolare. I NAS hanno sequestrato oltre 60 tonnellate di mangimi, bloccato circa 201mila confezioni di pet food e sospeso due stabilimenti per gravi carenze igienico-sanitarie e autorizzative.
Nel dettaglio, i NAS hanno eseguito 275 ispezioni in tutta Italia, riscontrando criticità in 58 casi. Le irregolarità hanno portato alla segnalazione di 56 persone alle autorità amministrative e sanitarie, all’accertamento di 4 violazioni penali, principalmente legate a frode nell’esercizio del commercio e falsificazione di documenti, e alla contestazione di 88 violazioni amministrative, con sanzioni per complessivi 129.773 euro.
Tra i provvedimenti adottati figurano anche il sequestro di 15 medicinali veterinari e la sospensione di due attività produttive. Il valore complessivo dei prodotti sequestrati e delle strutture interessate dai provvedimenti è stato stimato in circa 1,7 milioni di euro.
Le irregolarità più frequenti
Le criticità emerse durante i controlli hanno riguardato diversi passaggi della filiera produttiva e commerciale del pet food. Tra le violazioni più ricorrenti ci sono state 32 irregolarità nell’etichettatura dei mangimi, con confezioni prive o incomplete delle informazioni obbligatorie, oltre a carenze igieniche e strutturali negli stabilimenti, mancato rispetto delle procedure di autocontrollo, assenza delle notifiche e delle autorizzazioni previste dalla normativa.
I NAS hanno inoltre rilevato numerose anomalie nella gestione e nella tracciabilità dei sottoprodotti di origine animale (SOA) destinati alla produzione di mangimi, oltre a episodi di frode commerciale, falsificazione documentale e violazioni relative all’identificazione degli animali da compagnia. Proprio la tracciabilità delle materie prime rappresenta uno degli aspetti più delicati del settore: senza una documentazione completa diventa infatti impossibile ricostruire l’origine degli ingredienti e verificare che siano stati gestiti nel rispetto dei requisiti sanitari.
Tra gli interventi più significativi effettuati dai NAS spicca quello in provincia di Padova, dove sono state bloccate 177.500 confezioni di pet food per un valore di circa 500 mila euro, destinate sia ai negozi tradizionali sia alla vendita online. I prodotti erano privi di alcune informazioni obbligatorie in etichetta, tra cui la tipologia del mangime, la data di scadenza e i dati identificativi del produttore. Sempre nel territorio padovano, il rappresentante legale di un’azienda è stato denunciato per la presunta falsificazione della documentazione relativa a 9 tonnellate di sottoprodotti di origine animale, che sarebbero state destinate illecitamente alla produzione di alimenti per animali da compagnia.
A Pescara, invece, i militari hanno disposto la sospensione di uno stabilimento che produceva mangimi carnei crudi dopo aver individuato circa 50 tonnellate di materie prime prive di tracciabilità, oltre a gravi carenze igienico-sanitarie e un ampliamento abusivo dell’impianto. Il valore complessivo della struttura e dei prodotti sottoposti a sequestro è stato stimato in circa 1,55 milioni di euro.
Ad Avellino, infine, i NAS hanno scoperto un ambulatorio veterinario abusivo ricavato all’interno di un negozio di animali e pet food. Due persone sono state denunciate per esercizio abusivo della professione veterinaria. Nel corso dell’ispezione sono stati sequestrati farmaci veterinari, dispositivi medici e altri presidi sanitari; inoltre sono stati rinvenuti i corpi di tre cuccioli di barboncino privi di microchip identificativo.
I controlli continueranno
Secondo il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, la campagna conferma come il settore della vendita online di alimenti per animali richieda un controllo costante, anche alla luce della crescita dell’e-commerce.
Per questo motivo i NAS hanno annunciato che le verifiche proseguiranno nei prossimi mesi con il monitoraggio dei siti internet, delle piattaforme di vendita online e dei social network, oltre a nuovi controlli presso produttori, distributori e punti vendita, con l’obiettivo di contrastare le frodi, garantire la tracciabilità del pet food e tutelare la salute degli animali e dei consumatori.
Come scegliere un pet food più sicuro
Quando si acquista un alimento per cani o gatti è importante verificare sempre che in etichetta siano presenti tutte le informazioni obbligatorie, tra cui la tipologia di mangime, il produttore, la data di scadenza e le indicazioni sulla composizione. È inoltre consigliabile acquistare da rivenditori affidabili e diffidare di prodotti privi di informazioni chiare sull’origine o sulla tracciabilità.
Per gli acquisti online è bene controllare che il venditore fornisca tutte le informazioni previste prima dell’acquisto e che il prodotto arrivi in confezioni integre, correttamente etichettate e con dati identificativi verificabili.
Fonti: Carabinieri / Ministero della Salute
