Pollo “turbo”, 5 consigli per riconoscere (ed evitare) quello a crescita rapida al supermercato

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Quando compriamo il pollo al supermercato, tendiamo a guardare soprattutto il prezzo, la provenienza e magari la dicitura “senza antibiotici”. Ma c’è un’informazione che difficilmente troviamo indicata in modo esplicito sulla confezione: quanto velocemente è cresciuto l’animale prima di arrivare sulle nostre tavole.

È proprio questo uno degli aspetti messi in luce da 60 Millions de consommateurs, la rivista francese dedicata alla tutela dei consumatori, che ha pubblicato 5 consigli per riconoscere il cosiddetto “pollo turbo”.

Con questa espressione, non tecnica ma efficace, si indicano i polli appartenenti a linee genetiche selezionate per raggiungere rapidamente il peso di macellazione e sviluppare una muscolatura particolarmente pronunciata, soprattutto nella zona del petto.

Il tema riguarda anche l’Italia. Secondo CIWF Italia, la grande maggioranza dei polli da carne allevati nel nostro Paese proviene da allevamenti intensivi, dove gli animali vengono selezionati per crescere il più rapidamente possibile e raggiungono il peso di macellazione intorno ai 40 giorni di vita.

La situazione italiana, però, non coincide del tutto con quella francese. Per esempio, i sistemi di etichettatura e gli impegni delle singole catene di supermercati possono essere diversi. I consigli che arrivano dalla Francia vanno quindi adattati al nostro mercato.

Pollo a crescita rapida, perché se ne parla?

I polli allevati per la produzione di carne, chiamati anche broiler, sono il risultato di decenni di selezione genetica finalizzata a ottenere animali che crescano rapidamente e producano molta carne in poco tempo. Questo sistema consente di soddisfare la domanda di un prodotto relativamente economico, ma solleva non pochi interrogativi sulle conseguenze per il benessere degli animali e sulla qualità della carne stessa.

La crescita accelerata, infatti, è spesso associata a problemi di deambulazione e a diverse alterazioni muscolari. Tra quelle osservate nella carne ci sono le cosiddette striature bianche (white striping), il petto legnoso (wooden breast) e la carne a spaghetti (spaghetti meat).

Le striature bianche sono visibili come linee chiare che attraversano il filetto e sono legate a un accumulo anomalo di grasso nel muscolo. Il petto legnoso, invece, è caratterizzato da una consistenza insolitamente dura. Sono alterazioni che possono compromettere la qualità della carne, ma non rappresentano, da sole, una prova certa della linea genetica utilizzata.

Come capire, allora, quale pollo stiamo acquistando? Non esiste un unico dettaglio capace di fornire una risposta sicura. Ci sono però alcune indicazioni da controllare, a partire dal tipo di allevamento dichiarato in etichetta.

Come riconoscere (ed evitare) il pollo a crescita rapida al supermercato

1. Parti dal tipo di allevamento e non soltanto dal prezzo

Come già detto, il pollo convenzionale venduto nella grande distribuzione proviene spesso da linee genetiche selezionate per crescere rapidamente. Il prezzo contenuto, però, non basta a identificare la genetica dell’animale: è un elemento da valutare insieme alle altre informazioni disponibili.

Per orientarsi è più utile cercare indicazioni precise sul metodo di allevamento e, quando presenti, sulla velocità di accrescimento. La dicitura “allevato a terra”, per esempio, non significa necessariamente che il pollo sia cresciuto lentamente, può riferirsi infatti a un sistema intensivo al coperto.

2. Cerca il marchio biologico

Tra i riferimenti più utili per chi vuole evitare i polli a crescita rapida c’è il marchio biologico europeo. Il regolamento UE 2018/848 prevede che il pollame biologico venga allevato fino a un’età minima oppure provenga da tipi genetici a lento accrescimento adatti all’allevamento all’aperto. Nel caso dei polli, se non vengono utilizzate linee genetiche a crescita lenta, l’età minima di macellazione è di 81 giorni.

Il biologico, quindi, rappresenta un riferimento concreto, anche se non bisogna confondere la maggiore durata dell’allevamento con una garanzia assoluta su ogni singolo aspetto del benessere animale.

3. Non confondere le diciture in etichetta

In Francia, l’indagine di 60 Millions de consommateurs segnala anche un sistema volontario di etichettatura del benessere animale con una scala da A a E, utilizzata per distinguere diversi livelli e criteri di allevamento.

In Italia non risulta un’etichetta nazionale equivalente, diffusa sulle confezioni, che consenta di identificare con una semplice scala la velocità di crescita del pollo. Esistono invece certificazioni e iniziative volontarie che possono offrire garanzie specifiche.

Un riferimento da conoscere è l’European Chicken Commitment (ECC), un impegno promosso da organizzazioni per il benessere animale che prevede, tra i vari requisiti, l’utilizzo di razze con migliori indicatori di benessere, generalmente a crescita più lenta, oltre a condizioni di allevamento migliorate.

In Italia hanno aderito all’iniziativa Carrefour Italia ed Eataly. Si tratta tuttavia di impegni con obiettivi e tempi di attuazione propri: per sapere quali prodotti siano già conformi è necessario controllare gli aggiornamenti pubblicati dalle aziende.

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4. Osserva la carne

Uno dei suggerimenti della rivista francese è osservare attentamente il petto di pollo nella confezione. Le striature bianche parallele alle fibre muscolari possono essere un indizio di white striping, un’alterazione associata alla crescita rapida.

Anche una quantità evidente di liquido nella vaschetta può attirare l’attenzione, ma non permette da sola di stabilire come sia stato allevato l’animale, la perdita di liquidi può infatti dipendere da diversi fattori.

5. Attenzione alle diciture

“Origine Italia“, “senza OGM” e “allevato senza antibiotici” possono essere informazioni importanti, ma non indicano necessariamente che il pollo sia cresciuto lentamente.

L’origine geografica riguarda la provenienza del prodotto, mentre l’assenza di antibiotici si riferisce a un aspetto diverso della produzione. Nessuna di queste diciture, presa singolarmente, certifica una genetica a lento accrescimento.

Lo stesso vale per altre indicazioni che possono comparire sulle confezioni: per capire che cosa garantiscono davvero, bisogna verificare i criteri previsti dal disciplinare o dallo standard di riferimento.

Il consiglio è quindi leggere l’etichetta nel suo insieme, cercando indicazioni esplicite sulla crescita lenta e informazioni verificabili sul metodo di allevamento, senza fermarsi agli slogan.

Come scegliere il pollo in modo più consapevole

Come avrete capito, riconoscere un pollo a crescita rapida non è sempre semplice. Le confezioni non riportano necessariamente la linea genetica utilizzata e alcuni indizi visivi non sono sufficienti per identificare con certezza il sistema di allevamento.

Per chi vuole fare una scelta più attenta, il marchio biologico europeo costituisce un riferimento concreto. In alternativa, è utile cercare prodotti che dichiarino esplicitamente l’impiego di polli a lento accrescimento e verificare le garanzie offerte da eventuali certificazioni o impegni volontari.

Il punto non è soltanto scegliere una carne dall’aspetto migliore, ma capire che cosa si nasconde dietro il prezzo e le informazioni riportate sulla confezione. Perché, quando si parla di pollo, provenienza, uso degli antibiotici, metodo di allevamento e velocità di crescita sono aspetti diversi, che non dovrebbero essere confusi.

Fonte: 60 Millions de Consommateurs

Autore articolo: Francesca Biagioli