Prende l’antibiotico per la rosacea e si riempre di macchie blu: lo “strano” caso di iperpigmentazione che ha stupito anche gli scienziati

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Qualche settimana fa vi avevamo raccontato di Tommy Lynch, il 42enne inglese che si era svegliato completamente blu, dalla testa ai piedi, per colpa delle lenzuola nuove mai lavate. Una storia curiosa, con una causa esilarante dall’immediata risoluzione, subito diventata virale sui social media. Il caso di cui parleremo oggi è diverso, pur presentando una simile palette cromatica, e non prevede rapide risoluzioni.

Protagonista una donna di 68 anni che si è ritrovata con delle macchie scure, dal blu-viola al nero intenso, su avambracci, stinchi e persino sui lati della lingua. La causa non è una malattia misteriosa né un trauma, ma un antibiotico che stava assumendo da appena due settimane. Il caso, pubblicato sul New England Journal of Medicine, descrive un raro effetto collaterale della minociclina, riportato anche da Live Science.

La paziente e i sintomi

Nel corso di sei settimane, sulla pelle della paziente sono comparse delle chiazze scure dal colore variabile (blu scuro, viola e nero intenso) distribuite sulle braccia e sulle gambe. All’esame clinico, i medici hanno rilevato un’iperpigmentazione blu-grigia sugli avambracci, sugli stinchi e sui lati della lingua. La donna ha riferito che le macchie erano apparse prima sulle gambe, per poi estendersi alle braccia. Due settimane prima della comparsa dei segni, le era stata prescritta della minociclina orale al dosaggio di 100 mg al giorno per trattare la rosacea, una condizione cronica che provoca arrossamento del viso e la formazione di piccole pustole infiammatorie.

La diagnosi: iperpigmentazione di tipo II

La diagnosi è stata di iperpigmentazione da minociclina di tipo II, caratterizzata da una colorazione blu-grigia su zone di pelle sana nelle superfici estensorie di braccia e gambe, ossia quelle normalmente esposte all’estensione, come gli avambracci e gli stinchi. Esistono altri due tipi di iperpigmentazione, il tipo I, che si manifesta con discromie blu-nere su pelle infiammata e/o cicatrizzata del viso, ed il tipo III, con pigmentazione marrone-fangosa nelle aree esposte al sole.

iperpigmentazione tipo II

@nejm.org

Secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology, l’effetto interessa circa il 28% dei pazienti con rosacea in trattamento prolungato con minociclina, anche se si tratta di dati basati su una casistica limitata e l’incidenza reale rimane incerta.

Perché succede

Il meccanismo alla base dell’iperpigmentazione da minociclina non è ancora del tutto chiarito. L’ipotesi più accreditata riguarda il metabolismo del farmaco: i prodotti di degradazione si legano al ferro e vengono poi inglobati dai macrofagi, le cellule immunitarie che li accumulano nei tessuti. Parallelamente, la minociclina sembrerebbe aumentare l’attività dei melanociti (le cellule che producono melanina ) e legarsi alla melanina stessa, formando complessi di pigmento scuro che persistono nella cute.

Il trattamento e il decorso

I medici hanno consigliato alla paziente di interrompere la minociclina e di evitare l’esposizione solare, ritenuta un fattore aggravante. A sei mesi di distanza, le macchie si sono attenuate, pur restando ancora visibili, elemento molto importante da considerare, perche dopo la sospensione del farmaco, la pigmentazione può impiegare mesi, se non addirittura anni per scomparire. Nei casi di tipo III, in alcuni pazienti non regredisce mai completamente.

Il dato anomalo: la comparsa troppo rapida

Ciò che rende questo caso degno di nota nella letteratura scientifica è la velocità con cui l’iperpigmentazione si è sviluppata. L’iperpigmentazione di tipo II e di tipo III si manifestano solitamente dopo mesi di trattamento, perché ritenute dose-dipendenti (è necessario che il farmaco raggiunga una certa concentrazione nell’organismo). In questa paziente, invece, le macchie sono comparse dopo appena due settimane e gli autori del case report precisano che, pur essendo eccezionale, una comparsa precoce è comunque documentata nella letteratura medica.

Cos’è la minociclina

La minociclina è un antibiotico della famiglia delle tetracicline, impiegato nel trattamento delle infezioni batteriche a carico delle vie urinarie, dell’apparato respiratorio e della cute, nonché di condizioni come acne grave, gonorrea, clamidia e infezioni da stafilococco resistenti ad altre tetracicline. Agisce inibendo la sintesi proteica batterica e, oltre all’azione antibatterica, esercita un effetto antinfiammatorio che ne giustifica l’uso nella rosacea anche in assenza di una componente infettiva prevalente. Fra gli effetti collaterali figurano nausea, vertigini, cefalea, rash cutaneo, decolorazione delle unghie ed emorragie e/o lividi anomali.

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Autore articolo: Marco Crisciotti