Qual è la città più sostenibile d’Europa? Tra le 8 finaliste per la capitale verde d’Europa nessuna è italiana

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L’Europa sceglie la sua prossima capitale verde e l’Italia segue la gara dalla tribuna. Oggi, giovedì 8 ottobre, la Commissione europea svelerà i vincitori degli European Green Capital e Green Leaf Awards 2028 nel corso di una cerimonia presso Guimarães, in Portogallo, la città che detiene il titolo per il 2026. Sono i riconoscimenti con cui Bruxelles premia i centri capaci di migliorare l’ambiente urbano con dei risultati che siano tangibili e per questo misurabili. Delle otto finaliste, nessuna è italiana.

Le finaliste per il 2028

Per il titolo di Capitale verde, riservato ai centri con più di 100mila abitanti, sono in corsa le seguenti città:

  • Aalborg (Danimarca)
  • Bielsko-Biała (Polonia)
  • Košice (Slovacchia)
  • Porto (Portogallo)
  • Saragozza (Spagna).

Per quanto riguarda il Green Leaf, pensato per le città tra 20mila e 100mila residenti, se lo contenderanno le seguenti:

  • Benidorm (Spagna)
  • Chiclana de la Frontera (Spagna)
  • Estarreja (Portogallo)
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La penisola iberica, insomma, piazza cinque finaliste su otto. Ricordiamo che le candidature ammissibili erano 27, e che nel giugno scorso un panel di esperti indipendenti le ha passate al setaccio su sette fronti, dalla qualità dell’aria alla gestione dell’acqua, dalla biodiversità ai rifiuti, fino al rumore e alla doppia partita sul clima, cioè taglio delle emissioni e adattamento.

Cosa ha convinto gli esperti

Saragozza ha ottenuto i punteggi migliori su biodiversità e verde urbano grazie a un piano per le infrastrutture verdi che punta a collegare parchi, rive, zone umide e alberature in un’unica rete. Porto si è distinta nella gestione dell’acqua e nell’adattamento climatico: nell’ultimo decennio ha recuperato il corso del fiume Tinto e ha creato parchi che trattengono la pioggia durante i temporali. Bielsko-Biała ha avviato più di trenta azioni mirate che hanno ridotto le emissioni di riscaldamento ed edifici, Aalborg può vantare una gestione dei rifiuti molto efficiente, mentre Košice, secondo la Commissione, se la cava bene in tutti i settori.

Il caso più curioso resta Benidorm, da decenni sinonimo di grattacieli sul mare e turismo di massa. Bruxelles le riconosce di aver tagliato le emissioni malgrado la pressione dei visitatori. Dal 2012 la città ha portato i giardini pubblici da 350mila metri quadrati a oltre 1,5 milioni e ha quasi quadruplicato gli alberi: oggi il 92% dei residenti abita a meno di 300 metri da un’area verde pubblica. Ad Estarreja, invece, più della metà degli spostamenti interni avviene a piedi, oppure con i mezzi pubblici.

Cosa si vince

Le finaliste hanno presentato i loro progetti alla giuria il 7 e l’8 ottobre, a ridosso della cerimonia. Alla vincitrice del titolo maggiore, ovvero quello di Capitale verde europea, andranno 600mila euro per realizzare il proprio programma insieme a cittadini e realtà locali, mentre il Green Leaf può essere assegnato a una o due città, ciascuna con 200mila euro. Come detto in apertura, il titolo di Capitale verde europea 2026 appartiene proprio a Guimarães, quello 2027 è stato già assegnato alla tedesca Heilbronn. Nel frattempo, per vedere una candidata italiana arrivare in finale, dovremo aspettare almeno l’edizione 2029.

Fonte: environment.ec.europa.eu

Autore articolo: Marco Crisciotti