Questa è l’isola greca più silenziosa di tutte, dove non esistono auto: solo sentieri, mare e profumo di timo

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Le auto a Donoussa non servono, perché l’isola si attraversa a piedi in meno di due ore, i villaggi sono quattro e la strada principale è un sentiero tra timo selvatico e macchia mediterranea. Tredici chilometri quadrati nell’estremo nord-est delle Piccole Cicladi, tra Naxos e Amorgos, poco più di duecento abitanti secondo il censimento del 2021, destinati a diminuire durante la stagione invernale.

Donoussa 3

Non c’è l’aeroporto, niente traffico e dal 2011 non ha nemmeno un municipio proprio, perche è unità amministrativa del Comune di Naxos e Piccole Cicladi.

Stavros

Stavros

Stavros è il paese principale ed il porto dell’isola, dove si concentra tutto quello che esiste, che non è molto. Case bianche ad anfiteatro sulla baia, la chiesa di Timios Stavros, taverne e qualche alloggio. La spiaggia è a pochi passi, caratterizzata da sabbia fine ed acque trasparenti. Nelle acque davanti alla spiaggia giace il relitto di un cacciatorpediniere tedesco affondato durante la Seconda guerra mondiale, che con il mare calmo si intravede dal pelo dell’acqua senza bisogno di immergersi.

Gli altri villaggi

Mersini, sul versante sud-est, è l’eccezione del paesaggio cicladico, tra platani, cannetied una sorgente naturale che è l’unica fonte d’acqua potabile dell’isola. Il verde è inatteso. Nei pressi si trova la chiesa di Agia Sofia, meta di una festa ogni settembre. Messaria è poco più di qualche casa in pietra tra gli orti. Kalotaritissa, all’estremità nord, è il villaggio più remoto — d’inverno può restare abitato da pochissime persone.

Le spiagge

Kedros è la più ampia sabbia dorata, fondali chiari, il relitto tedesco raggiungibile a nuoto. Livadi è più lunga e appartata, senza servizi. Kalotaritissa Beach è la più selvaggia, tra ciottoli, insenature, una taverna stagionale come unica presenza organizzata. Stavros Beach è quella del paese: comoda, a pochi passi dal porto.

Presenti due grotte marine, raggiungibili in barca partendo da Stavros. Parliamo di Fokospilia, sul lato est dell’isola, sotto i dirupi di Capo Moschona, che deve il nome alle foche monache che la abitavano, presenza ormai rarissima e di Tihos, sul lato nord-ovest nella baia di Ksilobati, caratterizzata da una serie di stalattiti che all’ingresso filtrano la luce.

I sentieri

Donoussa ha una rete di sentieri segnalati che collegano tutti i villaggi. Il percorso principale va da Stavros a Kalotaritissa passando per vigneti, uliveti e vecchie miniere di rame e calamine, con il mare quasi sempre in vista. Sul sentiero n. 4, da Kedros verso Messaria, possiamo incontrare il mulino abbandonato di Kato Mylos, impiegato per secoli per macinare il grano dell’isola, oggi privo di pale.

Come arrivare

Dal Pireo, in bassa stagione, partono circa tre corse settimanali, destinate ad aumentare in estate. In alternativa si fa scalo a Naxos, oppure a Paros. La traversata dura mediamente tra le sette e le nove ore. D’inverno alcuni collegamenti vengono soppressi per maltempo ed il periodo migliore è sicuramente compreso tra tarda primavera ed inizio estate, prima che il meltemi (il tipico vento che soffia sul Mar Egeo) renda le traversate più agitate. Il mese di agosto porta qualche visitatore in più, per lo più greco, anche se i numeri sono contenuti e ben lontani da quelli del turismo di massa.

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Autore articolo: Marco Crisciotti