Questa strada ricarica auto e veicoli elettrici mentre passano sopra l’asfalto

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Vista da fuori, sembra una strada qualunque. Asfalto, corsie, marciapiedi, edifici bassi, il traffico di Detroit che scorre senza troppa cerimonia. La differenza sta sotto, nascosta dove di solito immaginiamo solo tubi, cemento e manutenzioni eterne: bobine di rame installate sotto la pavimentazione, capaci di trasferire energia a un veicolo elettrico mentre passa sopra quel tratto di carreggiata. Siamo su 14th Street, nel quartiere Corktown, accanto a Michigan Central, l’ex grande stazione ferroviaria diventata oggi un distretto dedicato alla mobilità e all’innovazione. Qui, dal novembre 2023, il Michigan Department of Transportation, la città di Detroit ed Electreon hanno acceso quello che MDOT definisce il primo tratto pubblico statunitense di strada con ricarica wireless per veicoli elettrici.

Il tratto misura un quarto di miglio, quindi poco più di 400 metri, e corre su 14th Street tra Marantette e Dalzelle Street. La tecnologia è a induzione: sotto l’asfalto ci sono bobine collegate alla rete elettrica; sul veicolo deve esserci un ricevitore compatibile. Quando il mezzo autorizzato passa sopra il segmento attivo, l’energia viene trasferita attraverso un campo magnetico e arriva alla batteria. Lo stesso sistema può lavorare anche da fermo, in modalità statica, per esempio in parcheggi attrezzati vicino alla Michigan Central Station.

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©michigan.gov

Sotto l’asfalto

La promessa è elegante, quasi troppo: eliminare una parte della dipendenza dalla colonnina, ridurre le soste, aiutare i veicoli elettrici che fanno sempre lo stesso percorso. Per capirla senza farsi prendere dalla fantascienza, conviene immaginare una navetta, un autobus urbano, un furgone per le consegne. Mezzi che tornano spesso sugli stessi tragitti, attraversano gli stessi punti, si fermano in aree prevedibili. In quel caso, qualche tratto elettrificato può diventare una specie di rifornimento diffuso, breve, ripetuto, inserito dentro il lavoro quotidiano.

Il sistema di Detroit, infatti, nasce come test in ambiente reale, con traffico vero, meteo vero, deviazioni vere e tutti quei fastidi che separano un laboratorio pulito da una strada americana in servizio. Michigan Central indica tra i primi casi d’uso una navetta per il trasporto persone e un veicolo per la consegna pacchi. MDOT parla di raccolta dati, monitoraggio in tempo reale e sperimentazione su una navetta Ford E-Transit, ribattezzata Ellie, equipaggiata con il ricevitore necessario.

Nel report pubblicato a settembre 2024, la navetta ha percorso 202 miglia, circa 325 chilometri, in 38,1 ore operative. In quel mese il sistema ha trasferito 101,5 kWh di energia senza ricarica via cavo, con 7,43 ore complessive di ricarica wireless e zero minuti di fermo del sistema dichiarati nel periodo analizzato. I test sono durati 11 giorni, con attività di affinamento tecnico, formazione dei conducenti e alcune dimostrazioni pubbliche.

Il dato va letto per quello che è: un primo risultato operativo su una sperimentazione piccola, controllata, con un veicolo predisposto. Niente miracoli da copertina. Però il fatto tecnico c’è: il furgone ha ricevuto energia dalla strada mentre si muoveva e mentre sostava sulle piazzole statiche. Nel report di settembre, il sistema ha funzionato anche con una giornata di pioggia leggera e temperature comprese tra 67 e 88 gradi Fahrenheit, cioè circa 19-31 °C; MDOT ed Electreon segnalano impatto meteo trascurabile in quelle condizioni, aggiungendo che il monitoraggio deve proseguire con scenari climatici più vari.

La strada serve alle flotte

Il punto più interessante, per ora, riguarda meno l’automobilista privato e più le flotte. Un’auto elettrica qualunque, acquistata oggi, su quella strada passa come su qualsiasi altra strada. Per ricevere energia deve avere a bordo il kit compatibile. È qui che la ricarica wireless dinamica mostra il suo uso più credibile: bus, navette, furgoni di consegna, mezzi aziendali, tutti veicoli con percorsi prevedibili e tempi di fermo da ridurre.

Nel 2024 il Michigan ha annunciato anche una partnership con Electreon e Xos per integrare la tecnologia in un furgone elettrico Xos Stepvan e installare ricarica wireless stazionaria in una struttura UPS a Detroit. L’obiettivo dichiarato è verificare il valore della ricarica senza cavo per i veicoli commerciali, soprattutto nei depositi affollati e nella logistica dell’ultimo miglio.

In pratica, la strada di Detroit funziona come banco prova. Serve a capire quanta energia si trasferisce davvero, quanto pesa l’allineamento tra veicolo e bobine, quanto conviene elettrificare solo alcuni punti strategici di un percorso, quanto costa mantenere una rete del genere sotto l’asfalto e quanto può reggere nel tempo. Electreon sostiene che, dopo 18 mesi di attività, il progetto abbia mostrato ricarica continua e prestazioni affidabili nel traffico urbano, con il tratto su 14th Street e le aree statiche usate dalla navetta Ellie anche tra freddo, caldo e traffico quotidiano.

Quanto è vicino a noi

Per l’Italia, una tecnologia simile avrebbe senso soprattutto dove il percorso è stabile: linee di autobus elettrici, navette aeroportuali, mezzi portuali, logistica urbana, aree industriali, forse alcune tratte di trasporto pubblico locale. Pensare di elettrificare chilometri e chilometri di rete stradale aperta a tutti, invece, significa entrare subito in un discorso pesante: cantieri, costi, standard tecnici, interoperabilità tra veicoli diversi, manutenzione, sicurezza, gestione della rete elettrica.

La ricarica wireless su strada, quindi, va presa per quello che oggi è: una tecnologia reale, funzionante in alcuni contesti pilota, ancora lontana dall’essere una soluzione universale. Ha una sua logica se aiuta mezzi che girano tutto il giorno e perdono tempo alle colonnine. Ha molto meno senso se viene raccontata come una bacchetta magica per ogni automobilista.

A Detroit, intanto, il futuro passa sotto le ruote di un furgone azzurro, su un pezzo di strada lungo poco più di quattro isolati. La scena fa meno rumore di una colonnina rapida in autostrada. Però lì sotto qualcosa si accende davvero.

Fonte: michigan.gov

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Autore articolo: Ilaria Rosella Pagliaro