Rc Auto, stop al peso territoriale: tariffe più trasparenti col Ddl Concorrenza

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Il Ddl Concorrenza mette mano anche all’Rc Auto, per rendere il mercato più trasparente, più competitivo e meno penalizzante per gli automobilisti che vivono nelle aree dove le tariffe sono storicamente più alte. La novità rilevante del nuovo Ddl riguarda la riduzione del peso del territorio nel calcolo dei premi, a favore di criteri legati al comportamento del singolo assicurato e a strumenti di valutazione del rischio moderni.

Da tempo si parla si aggiustare questa problematica, ma questa volta una regolamentazione è più vicina che mai. Il Ddl ha riacceso l’attenzione su un comparto in cui il costo delle polizze continua a essere percepito come ingiusto, con forti differenze tra zone urbane e aree considerate esposte al rischio o alle frodi.

Cosa prevede la riforma

Nel pacchetto del Ddl Concorrenza, tra i punti più discussi c’è il superamento, almeno parziale, del criterio territoriale come fattore dominante nella definizione del prezzo della polizza.

L’obiettivo è rendere i premi più vicini al profilo reale dell’automobilista, valorizzare maggiormente i comportamenti virtuosi e introdurre strumenti di comparazione efficaci. In questo quadro, anche la portabilità dei dati e l’uso dei dispositivi telematici possono diventare leve importanti per rendere il mercato meno opaco e contendibile.

Perché cambia il mercato

Il nodo del territorio pesa da anni sul prezzo della Rc Auto in Italia. In molte zone del Paese, in particolare dove gli indici di sinistrosità e frode sono elevati, gli automobilisti pagano tariffe alte rispetto ad altre aree. La riforma punta proprio a correggere questa distorsione, spostando l’attenzione verso criteri più individuali e verificabili.

Una riforma accolta positivamente dalle associazioni dei consumatori. Anna Rea, Presidente dell’Adoc, commenta in una nota:

Accogliamo con favore anche la delega al Governo per la riforma dell’assicurazione RC Auto, che rappresenta un passaggio importante verso un sistema assicurativo più moderno, fondato su una più corretta valutazione del rischio, sul rafforzamento della lotta alle frodi e sul miglioramento dell’efficienza del risarcimento diretto.

Le province con le polizze Rc Auto più care

Secondo Assoutenti, che lo scorso febbraio ha elaborato i dati Ivass, emergono differenze di prezzo tra le singole Province. In alcune province il costo medio per la responsabilità civile autoveicoli ha superato la soglia dei 600 euro. È il caso di Napoli dove nell’ultimo scorcio dell’anno scorso il prezzo per la Rca nella Città metropolitana si è attestato sui 617 euro.

Nella classifica dei prezzi, in generale, sul podio si piazzano:

  • Napoli – 617 euro;
  • Prato – 606 euro;
  • Caserta – 550 euro;
  • Massa-Carrara – 534 euro;
  • Pistoia – 533 euro.

Le altre novità

Nel Ddl Concorrenza, le novità a tema Rc auto non si limitano alla sola revisione dei criteri con cui viene calcolato il premio.

Il Governo punta infatti a ridurre il peso delle variabili indirette, soprattutto quella territoriale, valorizzando maggiormente il comportamento del singolo automobilista e il suo profilo di rischio reale. Parallelamente, il provvedimento interviene sul sistema bonus-malus e sul risarcimento diretto, con l’obiettivo di rendere più lineare la gestione dei sinistri.

Un altro capitolo importante riguarda il contrasto alle frodi assicurative e all’evasione dell’obbligo di copertura, due fattori che incidono pesantemente sui costi per gli assicurati onesti e che il legislatore vuole contenere con regole più efficaci.

Autore articolo: giorgiopirani94