Sapone liquido o saponetta? Cosa dice il test su 65 prodotti

Ben 65 tipologie di sapone, di cui 41 liquidi e 24 saponette, passati al setaccio partendo dall’elenco degli ingredienti stampati in etichetta. È il metodo con cui Altroconsumo ha provato a rispondere a una domanda apparentemente banale, ovvero quale sia il migliore tra il sapone liquido e quello solido. Un quesito che in realtà nasconde due questioni distinte: quanto pesa un prodotto sull’ambiente e quanto, seppure in misura minore, possa incidere sulla pelle di chi lo usa.
Il punteggio finale nasce da un algoritmo che assegna il 70% del peso all’impatto ambientale, perché il sapone finisce comunque nello scarico, ed il 30% ai possibili rischi per la salute, ritenuti più contenuti trattandosi di un prodotto che resta sulla pelle per pochi secondi. Nella valutazione rientrano le classificazioni ufficiali europee su sostanze estremamente preoccupanti (SVHC), interferenti endocrini, sostanze persistenti e bioaccumulabili, allergeni e classificazione ECHA.
Le saponette che convincono di più
Tra le formulazioni premiate, due saponette hanno ottenuto il titolo di Miglior Composizione. La Carrefour Soft Bio Sapone Delicato, a base di oli di palma e cocco biologici, non contiene profumo né allergeni; la confezione da 100 g costa 0,99 €, un prezzo al chilo (9,90 €) nella media. La Winni’s Sapone di Marsiglia per Bucato e Igiene Personale, invece, è profumata ma comunque priva di allergeni, con grassi vegetali di palma e palmisto: il formato più grande, 250 g a 1,85 €, porta il costo al chilo a 7,40 €.
I liquidi che se la cavano meglio
Sul fronte dei saponi liquidi, il Cien (Lidl) con estratto di fior di loto e camomilla si distingue per una confezione realizzata al 60% in plastica riciclata e un prezzo al litro competitivo (2,50 €): profumato, ma senza allergeni né altre sostanze problematiche. L’Infasil Detergente Liquido Neutro segue lo stesso schema ad un prezzo al litro più alto, 7,97 €.
Allergeni, conservanti e microplastiche: le voci che pesano di più
Il capitolo più delicato riguarda gli allergeni da profumo, ossia linalolo, limonene, alcol benzilico ed altri composti che il Regolamento (UE) 2023/1545 della Commissione ha portato ad oltre 80 sostanze da dichiarare obbligatoriamente in etichetta. Solo dieci dei 65 prodotti analizzati ne sono privi, gli altri ne contengono in media quattro, con un picco di 15 per il Borotalco Saponetta Profumata, che infatti chiude la classifica per impatto ambientale.
Nei liquidi il punteggio ambientale sconta anche i conservanti, necessari perché il prodotto contiene acqua: il Felce Azzurra, ultimo in graduatoria su questo fronte, ne contiene due della famiglia dei tiazolinoni, methylchloroisothiazolinone e methylisothiazolinone, conosciuti per via del potenziale sensibilizzante. Le microplastiche, al contrario, mancano nella maggior parte dei prodotti testati, e quando compaiono riguardano soprattutto i liquidi. Nessun interferente endocrino, invece, figura tra gli ingredienti analizzati.
Quale scegliere?
Non c’è un vincitore assoluto, ma due logiche diverse: se cercate praticità ed un prodotto condivisibile in famiglia troverete nel liquido la soluzione più comoda, nel caso in cui voleste ridurre i rifiuti dovreste affidarvi alla saponetta, che non richiede conservanti, usa meno plastica e in genere ha formulazioni più semplici. In entrambi i casi, leggere l’INCI prima di mettere il prodotto nel carrello resta il gesto più utile.
Per consultare la classifica completa potete utilizzare il comparatore di Altroconsumo.
Fonte: Altroconsumo
