Satoshi Nakamoto a Lugano: il mistero della statua scomparsa

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Lugano, sabato mattina. Nel cuore del Parco Ciani, tra il verde e la tranquillità del lago, qualcosa di strano cattura l’attenzione dei passanti. Dove fino al giorno prima si ergeva la celebre statua “evanescente” dedicata a Satoshi Nakamoto, il misterioso creatore di Bitcoin, resta solo una base vuota, due saldature spezzate ed un vuoto che grida mistero.

La statua di Lugano

L’opera, realizzata dall’artista italiana Valentina Picozzi, non è una statua qualsiasi. Attraverso un ingegnoso gioco visivo, il volto di Satoshi appare solo da un angolo preciso. Una metafora perfetta del suo creatore: visibile e invisibile allo stesso tempo.

Svelata il 25 ottobre 2024 durante il forum “Plan B”, la statua — creata dall’artista italiana Valentina Picozzi — era diventata un’icona della strategia di Lugano come Bitcoin hub internazionale. L’opera, parte del progetto globale di Satoshigallery, è stata pensata per essere installata in 21 città del mondo. Lugano era tra le prime.

La reazione della comunità cripto

Il ritrovamento è avvenuto il giorno dopo la sparizione, quando alcuni lavoratori comunali hanno recuperato la statua dal fondale del Lago di Lugano. L’opera è stata danneggiata, spezzata in più parti, segno evidente di un gesto vandalico più che di un furto organizzato.

La reazione della comunità Bitcoin è stata immediata. Le ipotesi si moltiplicano: secondo @Grittoshi, utente molto seguito su X (ex Twitter), si sarebbe trattato di una bravata legata ai festeggiamenti per la Festa Nazionale Svizzera, celebrata l’1 agosto. “Probabilmente erano ragazzi ubriachi. Hanno semplicemente gettato la statua nel lago prima di andarsene”, ha scritto. E in effetti, la statua era fissata al basamento solo in due punti, rendendola vulnerabile.

Satoshigallery, nel frattempo, ha offerto una ricompensa di 0,1 BTC (oltre 11.000 dollari) per il recupero della statua. Ma con il ritrovamento da parte delle autorità comunali, il premio non verrà assegnato. Nonostante lo shock iniziale, il messaggio che arriva dal collettivo artistico è carico di determinazione: “Potete rubare il nostro simbolo, ma non potrete mai rubare le nostre anime. Siamo tutti uniti per portare questa statua in 21 città del mondo.”

Anche Paolo Ardoino, CEO di Tether e protagonista della Bitcoin strategy di Lugano, ha espresso solidarietà con un semplice ma eloquente cuore pubblicato su X.

Il futuro della statua

Poco dopo il recupero, Valentina Picozzi ha condiviso le immagini dell’opera danneggiata e ha avanzato un’idea particolare: ripararla con la tecnica giapponese del Kintsugi, che consiste nel saldare le fratture con polvere d’oro o d’argento. Una pratica che non solo restituisce vita agli oggetti rotti, ma esalta le cicatrici come parte integrante della loro bellezza e della loro storia. Nel frattempo, è stata lanciata una petizione su Change.org per chiedere al Comune di Lugano supporto logistico e maggiore sicurezza per l’opera. La stessa artista si è detta pronta a sostenere di tasca propria i costi di riparazione o sostituzione, pur di garantire che il simbolo torni al suo posto.

Questo spiacevole episodio è avvenuto pochi giorni dopo l’inaugurazione della terza statua di Nakamoto a Tokyo da parte di Satoshigallery, ulteriore conferma della visione globale del progetto. Il danno, seppur materiale, ha avuto l’effetto di rafforzare lo spirito della community: l’opera può essere spezzata, gettata nel lago, ma l’idea che rappresenta è ben più resistente.

Fonti: Coindesk.com, Theblock.co, Criptovaluta.it, Cointelegraph.com

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Autore articolo: Conio Team