Se usi stufe e camini, rischi fino a 5000 euro di multa in questa Regione: le nuove regole da conoscere

Il titolo che rimbalza da stamattina suona come una minaccia per chiunque abbia stufe e camini, anche se le delibere in merito raccontano una storia più circoscritta. La scadenza del 15 ottobre 2026 riguarda una fetta precisa di impianti a legna e pellet, e solo in Lombardia. Per la stufa di casa valgono le regole di prima, che però non tutti conoscono.
Cosa cambia davvero dal 15 ottobre
Da oggi diventano applicabili i requisiti fissati dalla delibera regionale 3649 del 2024 per gli impianti termici civili a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW. Sono requisiti emissivi e impiantistici più severi, pensati per impianti di una certa taglia. La soglia va controllata sul libretto, oppure chiesta al manutentore, perché è lei a stabilire se l’apparecchio rientra nella novità. Una seconda tappa arriverà il 15 ottobre 2027, quando la delibera 4720 del 2025 estenderà nuovi requisiti alle caldaie a biomassa fino a 35 kW. Caldaie, per l’appunto, pertanto leggere quella data come una scadenza per tutte le stufe sarebbe un errore.
Le regole che valgono già per stufe e camini
Il criterio di fondo resta la classe ambientale, espressa in stelle (da una a cinque) dal decreto ministeriale 186 del 2017, in cui la presenza di più stelle corrisponde a meno polveri sottili. In Lombardia, dal 1° gennaio 2020, è vietato usare generatori a biomassa da zero, una o due stelle, mentre ogni nuova installazione deve averne almeno quattro. La Regione prevede alcune esclusioni e deroghe, che vanno verificate caso per caso. Se non ricordate ricorda la classe del vostro apparecchio potete cercarla nel libretto, se dovesse mancare, partite dalla documentazione del produttore, con marca, modello e potenza e cercate online.
Multe e controlli
Chiunque non rispetti le disposizioni regionali rischia una sanzione da 500 a 5.000 euro, prevista dall’articolo 27, comma 4, della legge regionale 24 del 2006. I controlli spettano alle Province nei Comuni sotto i 40mila abitanti e ai Comuni più grandi, nell’ambito delle verifiche sugli impianti termici.
Le altre regioni della Pianura Padana
La stretta lombarda non nasce dal nulla e dobbiamo tornare al 9 giugno 2017, data in cui il ministero dell’Ambiente e le Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno firmato a Bologna l’Accordo di bacino padano. Fra le misure contro lo smog, l’accordo include proprio i generatori domestici a legna. L’intesa ha previsto due scalini: il primo ha fermato l’installazione di apparecchi sotto le tre stelle e l’uso di quelli sotto le due, il secondo ha alzato l’asticella a quattro stelle per i nuovi e a tre per quelli già accesi. Ciascuna Regione ha recepito l’accordo con propri provvedimenti, con differenze su date, deroghe e misure temporanee nei giorni di smog. Insomma, se vivete in Piemonte, Veneto o Emilia-Romagna fareste bene a controllare le regole del vostro territorio.
