Sentenza storica riconosce due pesci rossi come esseri senzienti: “non possono essere esposti e trattati come merce”

Per anni la loro esistenza si è consumata dentro un cilindro d’acqua soffocante, esposta al sole cocente della capitale e alle continue vibrazioni della strada. Fede e Magui, due pesci rossi della specie Carassius auratus, erano le attrazioni silenziose nella vetrina di un ristorante di sushi in calle Báez, nel quartiere Las Cañitas di Buenos Aires in Argentina.
Una prigionia intollerabile denunciata dall’associazione Santuario Jaulas Vacías. L’avvocato Matías Trufero ha evidenziato come l’acquario verticale da circa 40 litri impedisse il naturale nuoto orizzontale della specie, costringendo gli animali a sbalzi termici letali dovuti alla luce solare diretta e a un costante stress acustico provocato dai passanti e dalle pompe d’aria.
La perquisizione e la liberazione
La svolta è arrivata grazie al tempestivo intervento della Unidad Fiscal Especializada en Delitos contra el Medio Ambiente (UFEMA), coordinata dal pubblico ministero Blas Matías Michienzi. Su sua richiesta, e basandosi su una perizia veterinaria del Corpo delle investigazioni giudiziarie che confermava lo stato di grave sofferenza e stress dei pesci, è scattato il sequestro degli animali. Fede e Magui sono stati finalmente sottratti a quell’inferno di vetro e trasferiti in una maxi-vasca da 2.500 litri a casa dell’esperto Carlos José Aga, che si è offerto di ospitarli e curarli, regalando loro una vera e propria rinascita.
La svolta giuridica di Neumann
Il verdetto emesso dal giudice Juan Manuel Neumann del Tribunale penale e contravvenzionale numero 12 di Buenos Aires riscrive i confini del diritto. Il magistrato ha formalmente dichiarato i due pesci “esseri senzienti e soggetti di diritto”, stabilendo che non possono più essere considerati merci o oggetti di proprietà privata. Il titolare del ristorante ha evitato la condanna penale accettando una messa alla prova di otto mesi: per tutto questo periodo non potrà detenere animali nel locale, dovrà frequentare corsi di formazione in diritto ambientale e ha dovuto rinunciare per sempre a qualsiasi pretesa legale sui due pesci.
Fonte: Unidad Fiscal Especializada en Delitos contra el Medio Ambiente
