Sondaggi politici, FdI scivola al 27% ma il centrodestra unito supera il campo largo

I sondaggi politici mostrano il tonfo di Fratelli d’Italia, che cala del -0,6% andando al 27%.
Per la prima volta da settimane, nelle coalizioni prevale il centrodestra: la coalizione conservatrice vale oggi il 42,2% contro il 41,9% della coalizione progressista.
Gli ultimi sondaggi politici
I dati che seguono evidenziano le ultime rilevazioni in merito ai sondaggi elettorali. Si mostra chi guadagna consenso e chi lo perde nel confronto tra i partiti guidati dai diversi segretari.
Ovvero: Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).
Qui sotto la Supermedia YouTrend per Agi dei sondaggi sulle intenzioni di voto al 16 luglio (con variazione rispetto al 2 luglio):
- Fratelli d’Italia – 27% (-0,6%);
- Partito Democratico – 21,3% (=);
- Movimento 5 Stelle – 12,8% (-0,6%);
- Forza Italia – 8,1% (+0,2%);
- Futuro Nazionale – 6,5% (+0,6%);
- Alleanza Verdi Sinistra – 6,5% (+0,2%);
- Lega – 5,9% (-0,3%);
- Azione – 3,1% (+0,1%);
- Italia Viva – 2,4% (+0,1%);
- +Europa – 1,3% (-0,2%);
- Noi Moderati – 1,2% (+0,1%).
Nota metodologica
La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. Quest’ultima ponderazione include sondaggi realizzati dal 2 al 15 luglio ed è stata effettuata il 16 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati da Emg (data di pubblicazione 10 luglio), Ixè (7 luglio), Swg (6 e 13 luglio) e Tecnè (4 luglio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio è disponibile sul sito ufficiale sondaggipoliticoelettorali.it.
Cosa succede in politica
Guardando i numeri, sono tre i fatti di rilievo da evidenziare. Il primo è l’inciampo di FdI, che perde il -0,6% scendendo al 27%. Si tratta del punto più basso nei consensi dall’inizio della legislatura. Il logoramento da una parte e la cannibalizzazione portata avanti da Vannacci dall’altra stanno erodendo il consenso del partito di Meloni.
Anche il M5S è in forte calo: il -0,6% lo porta al 12,8%.
Terzo ed ultimo fatto da evidenziare: FN è diventato il quinto partito d’Italia, superando Lega e AVS. Il balzo di questa settimana è dovuto al +0,6% che porta il partito di Vannacci al 6,5%.
Questa settimana sono tre gli elementi di maggiore interesse nella politica italiana.
In FdI è ancora caccia ai franchi tiratori che hanno affossato l’emendamento di FdI sulle preferenze nella legge elettorale Stabilicum.
C’è poi una frizione fra FI e FdI: “Intendiamo andare avanti marcando il territorio sui diritti e sulle garanzie dei cittadini, che non possono conoscere passi indietro: una norma che introduce la legittimità delle intercettazioni a strascico per noi non può passare”. Lo ha detto Giorgio Mulè di FI, ospite a Start su Sky TG24. Il riferimento è ad un emendamento di FdI sulle intercettazioni al decreto giustizia e immigrazione.
E nel centro sembrerebbero essere in corso prove tecniche di coalizione, almeno per quanto riguarda le intenzioni: Luigi Marattin del Partito Liberaldemocratico nel corso di un incontro pubblico ha citato Carlo Calenda di Azione e Pina Picierno, che ha recentemente lanciato il movimento politico Spazio Pubblico. “C’è un partito fra il 2% e il 3% – Azione – e ci sono nuovi interlocutori come Pina Picerno che stimo moltissimo. In questa condizione o si costruisce insieme o non si fa niente”, ha detto riferendosi alla possibilità di creare un nuovo soggetto centrista.
Le coalizioni
Di seguito lo stato delle possibili coalizioni in vista delle elezioni politiche 2027.
Qui lo stato della coalizione conservatrice:
- centrodestra senza Vannacci – 42,2%;
- centrodestra con Vannacci – 48,7%.
Qui lo stato della coalizione progressista:
- campo largo – 41,9%;
- campo largo con Renzi – 44,3%.
Come si nota, questa settimana la coalizione conservatrice (42,2%) è riuscita a superare di qualche decimale la coalizione progressista (41,9%). Il distacco, per la precisione, è dello 0,3%. Troppo poco, per Meloni, per considerarsi al sicuro: la vittoria alle elezioni 2027 è contendibile per entrambi gli schieramenti.
