Sony abbandona i dischi PlayStation: dal 2028 tutti i nuovi giochi saranno solo in digitale (e scoppia la polemica)

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A partire dal 2028 chiunque voglia acquistare un nuovo gioco PlayStation lo farà senza passare da uno scaffale. Sony ha annunciato che dal gennaio di quell’anno cesserà la produzione di dischi fisici per tutti i nuovi titoli in uscita sulle sue console, first party e terze parti comprese. Da quel momento, l’unica strada per i nuovi giochi sarà quella digitale, il che vuol dire PlayStation Store o, nella migliore delle ipotesi, una confezione fisica che contiene solo un codice di download. L’annuncio porta la firma di Sid Shuman, senior director della comunicazione di Sony Interactive Entertainment, in un post pubblicato mercoledì 1 luglio sul PlayStation Blog. Le parole scelte sono quelle rassicuranti, da comunicato aziendale, visto che si parla di “direzione naturale”, di preferenze dei consumatori che si spostano verso il digitale, di un allineamento a “come la maggior parte della community, oggi, preferisce accedere ai giochi”. Dietro la formula levigata, però, c’è la chiusura di un’epoca che dura da più di trent’anni, quella iniziata nel 1994 con la prima PlayStation ed i rivoluzionari CD-ROM.

Cosa cambia davvero

La misura riguarda solo i titoli non ancora usciti. Tutto ciò che è già stato pubblicato su disco, o che uscirà prima di gennaio 2028, non viene toccato, pertanto i possessori di collezioni fisiche possono stare tranquilli, così come chi aspetta i titoli più attesi per quest’autunno, come Marvel’s Wolverine, che Sony cita esplicitamente come esempio di gioco che manterrà l’edizione fisica. Resta da capire come funzionerà la vendita nei negozi dopo la scadenza. Sony si è impegnata a continuare a garantire una presenza nei punti vendita fisici, ma senza specificare la forma, che potrebbe tradursi in schede con codici, cofanetti da collezione senza contenuto giocabile, o qualcos’altro ancora. Un modello, in realtà, già reale, visto che, ad esempio, Grand Theft Auto 6, in uscita a novembre, non avrà mai una versione su disco per PS5, ma solo digitale, oppure con un codice da riscattare (presente nella custodia). Sulle community online, a partire da Reddit, la reazione è stata immediata e furiosa: migliaia di commenti contro quella che molti definiscono l’ennesima stretta sulla proprietà digitale, alimentata dal precedente della rimozione, recentissima, di oltre 500 film e serie tv dagli account PlayStation Store per la scadenza di un accordo con StudioCanal. Sono nate anche diverse petizioni online, una delle quali ha raccolto oltre 12mila firme verificate nelle prime 24 ore, mentre un sondaggio del canale YouTube Digital Foundry ha superato le 45mila risposte, con l’86% degli utenti che chiede a Sony di tornare sui suoi passi. Sony non ha ancora risposto alle domande sulla futura possibilità di rendere trasferibile la proprietà dei giochi digitali.

Il contesto

Il settore aveva già dato segnali chiari in questa direzione. Sony e Microsoft, dal 2020, vendono versioni delle loro console prive del lettore disco. Nintendo, con Switch 2, ha introdotto le “game-key card”, ossia delle cartucce fisiche che non contengono il gioco, solo l’accesso al download. E secondo Phil Spencer, ex capo della divisione Xbox, i sistemi di gioco erano rimasti “l’ultimo dispositivo elettronico di consumo con un lettore integrato”, un’anomalia rispetto a cinema e musica, che hanno praticamente abbandonato i supporti fisici da tempo. C’è poi una variabile economica che pesa più delle dichiarazioni ufficiali, legata al prezzo dei componenti, e Sony, dallo scorso aprile, ha già alzato il costo della PS5 con lettore disco, da 549,99 a 649,99 dollari, complice il rincaro della memoria legato alla domanda generata dall’intelligenza artificiale. Produrre un lettore ottico, con sempre meno fornitori e sempre meno acquirenti, costa di più di quanto rendesse un tempo.

Cosa potrebbe significare per PS6

La tempistica non è casuale, secondo gli analisti. Piers Harding-Rolls di Ampere Analysis ha osservato che la scelta di gennaio 2028 come spartiacque rende plausibile che la prossima generazione PlayStation non arrivi prima di quella data. Sony, per ora, non conferma né smentisce nulla sulla PS6, né sui tempi né sull’eventuale presenza di un lettore disco, integrato o esterno, per garantire la retrocompatibilità con i giochi PS4 e PS5 già posseduti dagli utenti. Nel frattempo, anche in casa Microsoft si muove qualcosa: secondo quanto riportato da The Verge, gli sviluppatori della divisione Xbox stanno testando una funzione, chiamata internamente “Disc2Digital”, che permetterebbe di convertire in digitale i giochi fisici già posseduti su Xbox One e Series X/S.

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Autore articolo: Marco Crisciotti