South working, la Sicilia offre un bonus fino a 30.000 euro per ogni lavoratore che si trasferisce nell’isola: come funziona

La Sicilia ha deciso di scommettere sul lavoro agile per arginare la fuga dei cervelli e trattenere — o riportare — i talenti nell’isola. La Giunta regionale guidata dal presidente Renato Schifani ha infatti approvato lo schema di decreto attuativo dell’articolo 3 della legge di Stabilità 2026-2028 “Incentivi a sostegno del lavoro agile – South working“, stanziando un plafond di 18 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028.
Cos’e il South working
Il South Working è il fenomeno – accelerato durante la pandemia – per cui lavoratori dipendenti o professionisti spostano la propria base operativa al Sud Italia mantenendo il contratto con aziende del Nord Italia o dell’estero. Non va confuso con lo smart working, il cosiddetto lavoro agile, disciplinato dalla Legge 81/2017, che si limita a regolare una modalità flessibile di svolgimento della prestazione senza implicare alcun spostamento geografico, con il dipendente che può lavorare da remoto restando nella stessa città dell’ufficio. Il South Working implica invece un trasferimento stabile verso il Mezzogiorno, fattispecie che produce effetti concreti sull’economia locale, perché guadagnare uno stipendio parametrato ai costi di Milano o Londra, vivendo e spendendo in Sicilia, porta valore al territorio.
Come funziona il bonus
Il cuore del provvedimento è un contributo a fondo perduto da 30.000 euro per ogni lavoratore residente in Sicilia assunto a tempo indeterminato in modalità agile. Il bonus non viene erogato in un’unica soluzione ma distribuito su cinque anni, nella misura di 6.000 euro annui. Possono accedere all’incentivo le imprese con unità produttiva nel territorio dell’Unione Europea o in stati extra UE, purché assumano o trasformino contratti a termine in contratti a tempo indeterminato e garantiscano che la prestazione si svolga dall’isola per almeno cinque anni.
I vincoli e la gestione
Per evitare che la misura si riduca a un incentivo passeggero, il decreto impone obblighi precisi: il rapporto di lavoro deve mantenersi per almeno cinque anni e la prestazione deve svolgersi esclusivamente in modalità agile dalla Sicilia. Le domande saranno gestite dall’Irfis Sicilia, l’istituto finanziario della Regione, tramite apposita piattaforma informatica. I contributi verranno assegnati a sportello, fino ad esaurimento del plafond annuale.
Valorizzare impresa e lavoro
Queste le parole del Presidente della Regione Sicilia Renato Schifani:
Il mio governo è impegnato a valorizzare la nostra forza lavoro perché i giovani non lascino la regione. Questa misura, che sarà gestita dall’Irfis per l’erogazione dei contributi a fondo perduto, punta ad aiutare le imprese ad assumere con modalità di lavoro agile e a tempo indeterminato, andando anche incontro alle esigenze dei lavoratori che devono conciliare esigenze di vita e lavoro
L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino si è espresso così:
L’incentivo per il South working è una misura di politica economica che incentiva la permanenza e il rientro delle professionalità, promuovendo un modello di lavoro moderno e sostenibile, capace di favorire la conciliazione tra vita e lavoro e contribuire allo sviluppo socio-economico della Sicilia. Attraverso il plafond istituito, sosteniamo concretamente le imprese che assumono a tempo indeterminato, in modalità di lavoro agile, lavoratori residenti nell’isola o che ne favoriscono il rientro. Si tratta di un passo fondamentale per contrastare la dispersione dei talenti e invertire la tendenza all’emigrazione professionale dalla Sicilia.
I numeri del piano triennale
Il piano vale complessivamente 54 milioni di euro nel triennio 2026-2028 e si inserisce in un pacchetto più ampio da 239 milioni messo in campo dal governo Schifani attraverso Irfis, che include anche 150 milioni per le assunzioni a tempo indeterminato e 50 milioni per nuovi investimenti produttivi.
Fonte: regione.sicilia.it (comunicato 1 / comunicato 2)
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