Spread tra Btp e Bund ancora in crescita a 84 punti base, i rendimenti sfiorano il 4%

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha toccato quota 84 punti base in apertura del 20 luglio. Si tratta del livello più alto dalla crisi di marzo, e arriva anche in questo caso in concomitanza con l’aumento dell’instabilità in Medio Oriente e l’intensificarsi dei combattimenti tra Iran e Usa.
I rendimenti si sono portati brevemente oltre il 4% in apertura, raggiungendo i livelli di marzo, per poi tornare appena sotto alla soglia che, prima di questa crisi, non veniva raggiunta da due anni. Alle prossime aste dei Btp manca poco meno di una settimana.
Lo spread non si ferma e i rendimenti toccano quote record
L’ultima volta che lo spread aveva toccato quota 84 punti base Donald Trump ventilava un’invasione di terra delle coste iraniane del Golfo Persico. Anche se la situazione in Medio Oriente non è più così instabile, il differenziale tra Btp italiani benchmark a 10 anni e i loro equivalenti tedeschi è arrivato a quote che non si vedevano da mesi.
Perché lo spread continua a crescere
Anche se storicamente 84 punti base rimangono un livello di spread contenuto, il differenziale era arrivato vicino ai 60 punti prima della crisi in Medio Oriente. L’Italia, però, è molto esposta ai mercati energetici internazionali e questo la rende particolarmente sensibile a quello che accade nel Golfo Persico.
La chiusura dello Stretto di Hormuz rende l’economia del nostro Paese particolarmente instabile, anche in vista dell’inverno, visto che da lì passa una parte importante del gas consumato per il riscaldamento e per la generazione di energia elettrica dalle centrali termiche.
I rendimenti non erano così alti da due anni
In mattinata sono stati registrati rendimenti del 4% per i Btp decennali benchmark. Un livello visto solo per brevissimi periodi a marzo allo scoppio della guerra tra Usa e Iran. Si tratta di un segnale di sfiducia degli investitori nel nostro Paese e nella tenuta della sua economia. Prima di oggi, bisogna tornare al 2024 per ritrovare rendimenti simili.
Il problema non è tanto la guerra in sé, che non ha ancora raggiunto i livelli di intensità delle prime settimane, ma la sua durata. Gli analisti, fino a poche settimane fa, speravano che i colloqui tra Iran e Usa portassero a una soluzione rapida. Ora che le ostilità sono riprese si teme che lo Stretto di Hormuz rimanga chiuso ancora per mesi.
Spread europei, bene la Spagna, picco in Francia
La crescita dello spread è inoltre limitata dal comportamento dei Bund tedeschi, che fanno da base per il confronto con i Btp e con gli altri titoli europei. I rendimenti di Berlino viaggiano attorno al 3,13%, circa 15 centesimi di punto sopra la media recente. Ne approfitta la Spagna, i cui Bonos sono rimasti relativamente stabili a quota 48 punti base.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,13% | – |
| Btp italiani | 3,97% | 84 |
| Oat francesi | 4,01% | 88 |
| Bonos spagnoli | 3,61% | 48 |
La Francia invece sta subendo le conseguenze dell’avvicinarsi delle elezioni presidenziali in un contesto di grande incertezza. Lo spread degli Oat è arrivato a 88 punti con i rendimenti stabilmente oltre il 4%.
Quando verranno emessi i prossimi titoli di Stato
Fortunatamente per il Tesoro, questo momento di tensione sui mercati non corrisponde a un’emissione. Le prossime aste dei titoli di Stato si terranno infatti tra più di una settimana. Nel frattempo i rendimenti potrebbero invertire la tendenza. Se così non fosse, però, potrebbe trattarsi di un’occasione importante per gli investitori, che staccherebbero cedole significative. Le date da segnarsi sono:
- 28 luglio asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
- 29 luglio asta dei Bot;
- 30 luglio asta dei titoli a medio e lungo termine.
