Sta per finire l’era degli imballaggi di plastica monouso nell’Ue: dalle confezioni d’acqua e al packaging per frutta e verdura, cosa sparirà

Nuove regole europee in arrivo per gli imballaggi. Non scatterà alcun divieto immediato sulla plastica monouso, ma entrerà progressivamente in vigore il nuovo quadro normativo previsto dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR).
L’Unione europea ha sì approvato nuove regole per ridurre i rifiuti da imballaggio e limitare l’uso della plastica usa e getta, ma il percorso sarà graduale e alcune delle misure più discusse entreranno in vigore soltanto nel 2030.
Nel frattempo, già dal 12 agosto 2026 scatteranno nuovi obblighi per produttori e distributori, con l’obiettivo di rendere gli imballaggi più sicuri, più riciclabili e meno impattanti per l’ambiente.
Dal 2026 requisiti più severi per gli imballaggi
Con la comunicazione C/2026/3084, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nelle settimane scorse, la Commissione europea ha fornito chiarimenti interpretativi sul regolamento, entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025.
Dal 12 agosto 2026 tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo dovranno rispettare criteri più rigorosi di riciclabilità e progettazione sostenibile. Le nuove disposizioni riguarderanno un’ampia gamma di prodotti, compresi alcuni articoli che spesso non vengono percepiti come imballaggi, come i sacchetti antipolvere per scarpe e indumenti o i vasi utilizzati per la vendita e il trasporto delle piante.
I PFAS
Particolare attenzione viene riservata alla presenza di sostanze potenzialmente dannose. Saranno infatti vietati gli imballaggi destinati al contatto con alimenti contenenti PFAS oltre le soglie previste dalla normativa europea. Contestualmente verranno rafforzati anche i limiti relativi a metalli pesanti come piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente.
I produttori saranno tenuti a dimostrare la conformità dei propri imballaggi attraverso specifica documentazione tecnica e dichiarazioni dedicate.
Dal 2030 stop ad alcune confezioni monouso
Dal 1° gennaio 2030 sarà vietata l’immissione sul mercato di alcune tipologie di imballaggi in plastica monouso.
Tra questi rientrano:
- gli imballaggi multipack utilizzati per raggruppare più prodotti, come le confezioni da sei bottiglie d’acqua minerale
- alcuni imballaggi destinati a frutta e verdura fresca vendute in quantità inferiori a 1,5 chilogrammi, comprese reti per agrumi e sacchetti per insalate
- bustine monouso per salse, condimenti, zucchero e panna da caffè
- piccoli flaconi monodose per cosmetici
- prodotti da toilette comunemente utilizzati nelle strutture ricettive
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La Commissione ha chiarito che gli imballaggi immessi sul mercato dopo il 12 agosto 2026 dovranno essere già conformi alle nuove regole, anche se prodotti in precedenza. Potranno invece continuare a essere commercializzati gli articoli che si trovavano già sugli scaffali prima di quella data.
I nodi da sciogliere
Uno dei punti più discussi riguarda il divieto dei multipack per le bottiglie d’acqua. Diverse imprese italiane hanno manifestato perplessità sugli effetti della misura e il confronto con le istituzioni europee è tuttora in corso.
Secondo alcune ricostruzioni, la Commissione europea starebbe valutando possibili modifiche o correttivi prima dell’entrata in vigore del divieto nel 2030.
In ogni caso, il documento di orientamento pubblicato dalla Commissione affronta numerosi aspetti applicativi del regolamento, tra cui la definizione di imballaggio, produttore e importatore, le restrizioni sui PFAS, gli obblighi di contenuto riciclato, la disciplina degli imballaggi compostabili, l’etichettatura armonizzata e i sistemi di deposito cauzionale.
L’obiettivo è favorire un’applicazione uniforme delle nuove regole in tutti gli Stati membri. La Commissione sottolinea tuttavia che il documento ha valore interpretativo e non modifica il contenuto del regolamento, la cui interpretazione definitiva resta di competenza della Corte di giustizia dell’Unione europea.
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