Stop ai social da mezzanotte alle 6: il Regno Unito vuole introdurre un coprifuoco notturno per i minorenni

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Il Regno Unito si candida a diventare il laboratorio globale della regolamentazione digitale. La ministra della Tecnologia Liz Kendall e il ministro per la sicurezza online Kanishka Narayan hanno annunciato un provvedimento senza precedenti: un vero e proprio coprifuoco digitale che, a partire dalla primavera del 2027, imporrà la disattivazione automatica delle app social tra la mezzanotte e le sei del mattino per i ragazzi di 16 e 17 anni.

L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è salvaguardare il benessere psicofisico, migliorando la qualità del sonno, la concentrazione scolastica e le relazioni sociali reali. Tuttavia la misura non si configurerà come un divieto invalicabile: il blocco sarà impostato semplicemente come opzione predefinita, lasciando ai giovani utenti la facoltà di rimuovere la limitazione e continuare a navigare liberamente.

Guerra agli algoritmi predatori e ai chatbot

La manovra non si limita a un semplice timer notturno, ma punta a depotenziare i meccanismi psicologici studiati per creare dipendenza. Oltre all’interruzione temporanea dell’accesso, le piattaforme dovranno disattivare nativamente per i minorenni lo scroll infinito, la riproduzione automatica dei video e i flussi di contenuti personalizzati.

Secondo i dati emersi da una sperimentazione pilota condotta su 309 famiglie, il limite notturno si è dimostrato lo strumento più efficace e meglio tollerato per ripristinare un corretto equilibrio domestico. La stretta toccherà persino i servizi di intelligenza artificiale, obbligando i chatbot a integrare pause d’uso periodiche per gli utenti sotto i 18 anni e ponendo un freno ai consigli medici e psicologici non verificati.

Le critiche e lo scetticismo degli esperti

Nonostante il pugno di ferro sbandierato da Kanishka Narayan per rendere il Paese il più rigoroso al mondo in materia di sicurezza online, l’efficacia pratica del provvedimento è già sotto la lente degli scettici. In tanti hanno ridimensionato l’annuncio definendolo poco più di una notifica fastidiosa nelle impostazioni mascherata da propaganda governativa. Senza un divieto reale e con la possibilità concreta per i giovani di aggirare i controlli – ad esempio tramite l’uso di reti VPN, su cui il governo per ora ha deciso di non indagare – molti esperti temono che la legge si riveli un’arma spuntata di fronte a una generazione di nativi digitali estremamente abile nell’aggirare i blocchi informatici.

Autore articolo: Rebecca Manzi