Straordinario! Avvistato un pulcino di pulcinella di mare sulla costa del Dorset: è il primo dopo 30 anni

Un evento straordinario e atteso da tre decenni ha scosso la costa del Dorset, trasformando la perseveranza degli appassionati in un’emozione indimenticabile. Lungo le pareti rocciose di Dancing Ledge, nella suggestiva costa di Purbeck vicino a Swanage, l’ornitologo Richard Caldow e una squadra composta da 13 volontari del Purbeck Natural History Forum hanno finalmente fotografato un piccolo pulcino di pulcinella di mare (Fratercula arctica), comunemente chiamato puffin.
Si tratta del primo avvistamento confermato nella zona dopo ben 30 anni di assenza totale di dati certi. Il ritrovamento assume un valore ecologico inestimabile: questo sito rappresenta l’ultimo avamposto regolare di nidificazione per questa specie sull’intera terraferma del sud dell’Inghilterra, una comunità fragile che negli anni ’50 contava circa 40 coppie riproduttive (80 esemplari) e che oggi si trova drammaticamente ridotta a tre sole coppie.
La dinamica del ritrovamento e il viaggio in mare aperto
L’impresa è il coronamento di un monitoraggio di 15 settimane e di oltre 150 ore di osservazione in condizioni estremamente precarie e impervie. Nonostante ad aprile fossero stati censiti appena sei esemplari adulti, la speranza si è riaccesa quando i volontari hanno notato gli uccelli trasportare costantemente piccoli pesci verso le fessure della parete rocciosa, chiaro segnale della presenza di piccoli da nutrire all’interno della cavità.
Il successo delle rilevazioni è stato il frutto di un calcolo rigoroso e di tanta pazienza. Ricostruendo la frequenza dei pasti recapitati dai genitori tra il 29 maggio e il 5 luglio, Richard Caldow ha stimato l’età del piccolo attorno ai 38-40 giorni, momento in cui i giovani esemplari iniziano a sporgersi all’esterno prima dell’involo. Per immortalare il momento senza disturbare la fauna, l’équipe ha noleggiato un’imbarcazione il 7 luglio, posizionandosi al largo dalle ore 16.00 alle 20.00. Dopo oltre tre ore di estenuante attesa, poco dopo le 19.00, il piccolo ha finalmente mostrato il capo da una fessura profonda due metri.
L’avvistamento ha confermato che la colonia è ancora in grado di deporre uova fertili, portarle a schiusa e reperire cibo sufficiente per difendere la prole dai predatori naturali. Tuttavia, il destino del giovane nato resta avvolto dal mistero: è probabile che abbia preso il volo la notte stessa del suo primo avvistamento per iniziare una vita in solitaria nel mare aperto. L’uccello non farà ritorno sulla terraferma prima di due anni e non raggiungerà la maturità sessuale fino al 2030, anno in cui potrebbe scegliere di tornare a Purbeck o colonizzare nuove coste.
Tecnologie avanzate e strategie per salvare la colonia
Nonostante la gioia per l’evento, la colonia resta in grave pericolo di estinzione. Sebbene le consegne di cibo suggerissero inizialmente che anche le altre due coppie avessero deposto uova, i viaggi si sono interrotti bruscamente dopo il 12 giugno, indicando che gli altri pulcini non ce l’hanno fatta.
Per comprendere le ragioni di questi costanti fallimenti riproduttivi, il responsabile del progetto del National Trust, Ben Cooke, ha promosso una strategia investigativa all’avanguardia. A marzo, un team di esperti di corde alte si è calato lungo il precipizio per installare telecamere con sensori di movimento alimentate da pannelli solari proprio all’interno dell’anfratto di nidificazione.
Al termine della stagione estiva, i dispositivi verranno recuperati per esaminare le migliaia di scatti raccolti. I dati permetteranno di chiarire l’impatto dei predatori, quali ratti e falchi pellegrini, analizzando al contempo gli effetti dell’emergenza climatica sulle fonti di cibo. Capire cosa accada dentro la cavità rocciosa è l’ultimo tassello fondamentale per attuare misure di conservazione mirate e garantire un futuro a questi iconici uccelli marini.
Fonte: National Trust
