Talco cancerogeno, raggiunto l’accordo: Johnson & Johnson pagherà 5,5 miliardi di dollari per chiudere 76mila cause

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Dopo oltre un decennio di battaglie legali, migliaia di udienze e risarcimenti milionari già stabiliti in diversi processi, il caso del talco Johnson & Johnson arriva a una svolta. La multinazionale statunitense ha annunciato un accordo da 5,5 miliardi di dollari per chiudere le cause ancora pendenti legate ai suoi prodotti a base di talco, accusati da migliaia di persone di essere collegati allo sviluppo di tumori, in particolare il cancro alle ovaie.

L’accordo, però, ancora una volta non rappresenta un’ammissione di responsabilità da parte dell’azienda: Johnson & Johnson continua infatti a sostenere che le accuse siano prive di fondamento.

La vicenda del talco Johnson & Johnson

Per decenni il talco per bambini di Johnson & Johnson è stato uno dei prodotti più conosciuti dell’azienda, utilizzato da milioni di famiglie in tutto il mondo. A partire dagli anni Duemila, però, sono iniziate ad arrivare numerose denunce da parte di consumatrici che sostenevano di aver sviluppato un tumore alle ovaie dopo aver utilizzato per anni prodotti a base di talco.

Al centro delle accuse c’era soprattutto il possibile problema della contaminazione del talco con amianto, una sostanza riconosciuta come cancerogena e associata, tra le altre patologie, al mesotelioma.

Le cause hanno dato vita a uno dei più grandi contenziosi nella storia dell’industria dei prodotti per la cura della persona, con decine di migliaia di richieste di risarcimento presentate negli Stati Uniti.

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Le prime condanne e i risarcimenti milionari

Nel corso degli anni diversi processi hanno visto verdetti favorevoli ai querelanti. Uno dei casi più conosciuti è quello di Jacqueline Fox, una donna statunitense morta per un tumore ovarico dopo aver utilizzato per anni prodotti a base di talco Johnson & Johnson. Nel 2016 una giuria del Missouri aveva stabilito un risarcimento da 72 milioni di dollari alla sua famiglia, anche se successivamente la cifra fu oggetto di ricorsi e modifiche giudiziarie.

Altri procedimenti hanno portato a risarcimenti molto elevati, mentre in altri casi i tribunali hanno dato ragione all’azienda.

Johnson & Johnson ha sempre respinto le accuse, sostenendo che gli studi scientifici non dimostrino un legame tra il talco cosmetico e il cancro e affermando che i suoi prodotti sono sempre stati sicuri.

Nel frattempo il mercato del talco Johnson & Johnson è cambiato profondamente. Nel 2020 l’azienda aveva già deciso di sospendere la vendita del prodotto negli Stati Uniti e in Canada, citando un calo della domanda e “informazioni errate sulla sicurezza” diffuse sul prodotto.

Nel 2023 la multinazionale ha poi annunciato lo stop globale alla produzione del suo storico Johnson’s Baby Powder a base di talco, sostituendolo con una versione contenente amido di mais.

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La scelta è arrivata mentre continuavano le battaglie giudiziarie e le pressioni legate alle migliaia di cause pendenti.

Il nuovo accordo da 5,5 miliardi di dollari

Il 27 luglio 2026 Johnson & Johnson ha annunciato una proposta di risoluzione del contenzioso sul talco che coinvolge le ancora circa 76mila richieste di risarcimento presentate nei tribunali federali e statali statunitensi. L’accordo, per diventare effettivo, dovrà essere accettato da almeno il 95% dei ricorrenti coinvolti.

La multinazionale si è impegnata a destinare complessivamente 5,5 miliardi di dollari alla chiusura delle cause pendenti: il primo pagamento, secondo quanto comunicato dall’azienda, non supererà i 3 miliardi di dollari ed è previsto per il 2027, mentre ulteriori versamenti arriveranno negli anni successivi.

Johnson & Johnson presenta l’intesa come un modo per mettere fine a una controversia giudiziaria durata circa 15 anni e liberare risorse da destinare alle proprie attività nel settore farmaceutico e dei dispositivi medici. La società, però, come già detto, continua a respingere ogni accusa.

Secondo il vicepresidente mondiale del contenzioso Erik Haas, gli ultimi sviluppi nei procedimenti giudiziari avrebbero confermato la posizione dell’azienda, secondo cui i querelanti non sarebbero riusciti a dimostrare un legame diretto tra l’utilizzo del talco e i singoli casi di cancro ovarico.

Gli avvocati delle persone che hanno intentato causa, invece, considerano l’accordo una soluzione importante dopo anni di battaglie legali e migliaia di richieste di risarcimento presentate contro la multinazionale.

Fonte: Johnson & Johnson

Autore articolo: Francesca Biagioli