Tartufo bianco d’Alba sempre più difficile da trovare e i prezzi impennano: la siccità presenta il conto

Il tartufo bianco d’Alba è tornato protagonista dell’autunno piemontese. Con l’apertura della stagione, i cercatori sono tornati nei boschi di Langhe, Roero e Monferrato alla ricerca del prezioso Tuber magnatum, mentre ad Alba si prepara la nuova edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco.
Quest’anno, però, la siccità e le alte temperature rischiano di presentare il conto con meno tartufi disponibili e prezzi ancora più alti.
I primi segnali arrivati dai boschi non sono particolarmente incoraggianti. I ritrovamenti sono pochi e gli esemplari hanno dimensioni contenute, una situazione che viene collegata soprattutto alle condizioni meteorologiche dei mesi precedenti. L’estate è stata infatti caratterizzata da temperature elevate e da una prolungata scarsità di piogge, proprio in un periodo importante per lo sviluppo del tartufo.
Il problema è che le precipitazioni non producono effetti immediati, il terreno deve tornare sufficientemente umido e, secondo gli esperti del settore, possono passare diversi mesi prima che le condizioni climatiche si riflettano sulla quantità e sulla qualità dei tartufi raccolti. Per questo ottobre si preannuncia un mese difficile, mentre le prossime settimane saranno decisive per capire se la situazione potrà migliorare.
Intanto, la Regione Piemonte continua a sostenere la conservazione delle piante tartufigene: ha infatti stanziato 306.810 euro per quelle riconosciute come produttive di tartufo bianco pregiato, con un bando aperto fino al 15 dicembre 2026.
La scarsità fa volare i prezzi
Quando il prodotto disponibile è poco, il prezzo sale. E per il tartufo bianco, già normalmente considerato uno degli alimenti più costosi al mondo, la differenza può essere enorme. Le quotazioni di questa stagione sono attese più alte rispetto allo scorso anno e i primi prezzi al dettaglio potrebbero arrivare a 500 euro all’etto, equivalenti a circa 5.000 euro al chilo.
Alla vigilia dell’apertura della stagione, Stelvio Casetta, presidente onorario dell’Associazione tartufai Alba, indicava come riferimento i valori dell’anno precedente: nel 2025 i tartufi bianchi partivano da circa 300 euro all’etto per gli esemplari più piccoli, mentre quelli migliori arrivavano a 550 euro all’etto, con una media intorno ai 400 euro. Quest’anno, però, la minore disponibilità potrebbe spingere ulteriormente verso l’alto le quotazioni.
Per ora è troppo presto per sapere quanto costerà davvero il tartufo bianco nel corso dell’autunno. La quantità di prodotto che verrà trovata nei prossimi mesi sarà determinante, così come l’eventuale arrivo di piogge capaci di migliorare le condizioni del terreno.
