Terremoto Venezuela, anche l’Italia in prima linea con gli aiuti: 41 vigili del fuoco in partenza per contribuire ai soccorsi

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Anche l’Italia scende in campo per il Venezuela, devastato dalla tragica sequenza sismica che nella notte tra mercoledì e giovedì ha messo in ginocchio il Paese sudamericano. Il nostro Paese si conferma tra i primi a mobilitarsi concretamente: è prevista per questa mattina, dalla base militare di Pratica di Mare, la partenza di un team di 41 vigili del fuoco italiani, pronti a portare il proprio contributo di professionalità ed esperienza alle operazioni di soccorso internazionale.

Il bilancio del sisma, di magnitudo 7.2 e 7.5, resta drammatico e ancora provvisorio: almeno 188 morti, mille feriti e oltre 42mila dispersi, con centinaia di edifici crollati anche nella capitale Caracas. Di fronte a una catastrofe di queste proporzioni, l’Italia ha risposto con la consueta prontezza che da sempre caratterizza il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, riconosciuto a livello mondiale come una delle eccellenze nel campo della protezione civile e del soccorso in emergenza.

Un’eccellenza italiana al servizio del mondo

vigili del fuoco venezuela (1)

@vigilidelfuoco

Il dispositivo, organizzato dal Centro Operativo Nazionale del Viminale, racconta bene la capacità organizzativa del nostro Paese, capace di mettere in campo in tempi rapidissimi competenze altamente specializzate da diverse regioni:

  • 25 esperti del Modulo USAR ITA-02 (Urban Search and Rescue), provenienti da Piemonte, Liguria, Veneto e Lombardia, tra i più qualificati al mondo nelle operazioni di ricerca e soccorso sotto le macerie;
  • 2 tecnici per la valutazione dello scenario emergenziale;
  • 12 operatori del modulo TAST (Technical Assistance and Support Team), da Lombardia e Toscana, per il supporto logistico e cartografico della base operativa;
  • 2 specialisti CO.EM. (Comunicazione in Emergenza), per coordinare il flusso comunicativo della missione.

Una squadra che testimonia, ancora una volta, come l’Italia non si tiri mai indietro quando si tratta di tendere una mano a popolazioni in difficoltà, ovunque nel mondo. Il decollo avverrà a bordo di un aereo dell’Aeronautica Militare, nell’ambito di una missione internazionale coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

L’Italia intera si stringe al Venezuela

A rendere ancora più forte questo segnale di vicinanza è la provenienza diffusa dei soccorritori, segno che la solidarietà italiana parte dai territori: alla squadra si sono già unite nelle ultime ore anche sette unità partite dalla Toscana, prime a muoversi verso l’aeroporto di partenza.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha garantito ogni forma di sostegno al Venezuela, ribadendo anche la vicinanza ai tanti connazionali che vivono nel Paese, alcuni con doppio passaporto. L’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, ha rassicurato che al momento non risultano vittime italiane, pur segnalando alcuni casi di abitazioni danneggiate. Anche la premier Giorgia Meloni ha voluto esprimere personalmente la solidarietà del governo, confermando il contatto costante tra Palazzo Chigi, Farnesina e Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario.

Mentre la comunità internazionale si mobilita – con Spagna, Repubblica Ceca e Paesi Bassi che hanno inviato proprie squadre, e il Papa Leone XIV che ha destinato un primo contributo di 100mila euro tramite l’Elemosineria Apostolica – l’Italia si distingue ancora una volta per rapidità di intervento e qualità dei propri soccorritori, confermando il proprio ruolo di punto di riferimento nelle grandi emergenze internazionali.

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Autore articolo: Rosita Cipolla