Tonno in scatola, guarda questo numero in etichetta: ti dice da dove arriva davvero il pesce

Quando compriamo una scatoletta di tonno, di solito guardiamo il prezzo, la marca o magari il tipo di olio utilizzato. Pochi, però, si soffermano su una sigla che può fornire informazioni interessanti sull’origine del pesce: il codice FAO.
FAO 27, FAO 37, FAO 51, FAO 71. Questi numeri compaiono sempre più spesso sulle confezioni e indicano l’area geografica in cui il tonno è stato pescato. Imparare a leggerli può aiutare a fare acquisti più consapevoli, soprattutto per chi presta attenzione alla sostenibilità della pesca e alla provenienza degli alimenti.
Cosa sono le zone FAO

La sigla FAO deriva dalla Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, che ha suddiviso mari e oceani del pianeta in diverse aree statistiche per monitorare le risorse ittiche e la gestione della pesca. Ogni zona è identificata da un numero che permette di sapere da quale parte del mondo proviene il pesce.
Per il tonno in scatola queste informazioni sono particolarmente utili perché la stessa specie può essere pescata in oceani molto diversi tra loro, con differenti livelli di pressione della pesca e differenti condizioni ambientali.
FAO 27: Atlantico nord-orientale e Mar Baltico
Tra i codici più apprezzati dagli esperti e dalle guide dedicate al consumo consapevole del tonno c’è la zona FAO 27.
Questa area comprende l’Atlantico nord-orientale e parte del Mar Baltico. Diversi approfondimenti la indicano come una delle zone considerate più controllate dal punto di vista della gestione delle risorse ittiche.
Per questo motivo molti consumatori cercano proprio il codice FAO 27 quando leggono l’etichetta del tonno.
FAO 37: il Mediterraneo
Il codice FAO 37 identifica invece il Mar Mediterraneo.
Per noi italiani è probabilmente la sigla più familiare, perché riguarda il mare che bagna le nostre coste. All’interno della FAO 37 esistono poi numerose sottozone che distinguono il Mediterraneo occidentale, centrale e orientale.
Secondo diverse fonti specializzate, il Mediterraneo rappresenta una delle aree dove la pesca è soggetta a controlli e regolamentazioni specifiche da parte dell’Unione Europea.
Dove si trova il codice sulla confezione
Molti consumatori lo cercano sul fronte della scatoletta senza trovarlo.
In realtà il codice FAO è spesso riportato in caratteri molto piccoli sul retro della confezione o vicino alle informazioni obbligatorie sull’origine del prodotto.
Talvolta viene indicata direttamente l’area FAO, altre volte compare una dicitura più generica come “Atlantico”, “Pacifico” o “Oceano Indiano”, rendendo più difficile identificare con precisione la zona di pesca.
Attenzione: il bollino IT non indica dove è stato pescato
Uno degli errori più comuni consiste nel confondere il codice dello stabilimento con l’origine del tonno.
Sulle confezioni si possono trovare sigle come “IT” seguite da numeri e dalla dicitura “CE”. Queste informazioni indicano semplicemente il luogo in cui il prodotto è stato lavorato o confezionato, non il mare in cui è stato pescato il pesce.
Un tonno confezionato in Italia, quindi, può provenire da oceani situati a migliaia di chilometri di distanza.
Le altre zone FAO che si incontrano più spesso
Oltre a FAO 27 e FAO 37, sulle confezioni di tonno compaiono frequentemente altri codici.
Tra i più diffusi troviamo:
- FAO 51: Oceano Indiano occidentale;
- FAO 57: Oceano Indiano orientale;
- FAO 71: Pacifico centro-occidentale;
- FAO 77: Pacifico centro-orientale;
- FAO 31 e 34: diverse aree dell’Oceano Atlantico.
Alcune valutazioni sulla sostenibilità e sullo stato degli stock ittici considerano più favorevoli determinate aree rispetto ad altre, ma il giudizio può cambiare nel tempo in base alle specie pescate e agli aggiornamenti scientifici.
La zona di pesca non basta da sola
Sebbene il codice FAO sia un’informazione importante, non dovrebbe essere l’unico elemento da considerare quando si sceglie il tonno.
Anche il metodo di pesca può fare una grande differenza. Molti esperti consigliano di preferire prodotti certificati da organismi indipendenti come MSC o Friend of the Sea e, quando indicato, di privilegiare metodi di pesca selettivi che riducono le catture accidentali di altre specie marine.
Vale inoltre la pena controllare la specie utilizzata, la lista ingredienti e il contenuto di sale.
Un piccolo codice che racconta una storia
La prossima volta che acquisterai una scatoletta di tonno, prova a girarla e a leggere con attenzione l’etichetta.
Quel piccolo numero preceduto dalla sigla FAO non è un dettaglio irrilevante: può raccontarti da quale mare proviene il pesce che stai per portare in tavola e aiutarti a compiere una scelta più informata.
Perché dietro una semplice scatoletta si nasconde spesso un viaggio che attraversa oceani, flotte da pesca, stabilimenti di lavorazione e migliaia di chilometri di mare.
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