Torna il cavalluccio marino nei fondali del golfo di Napoli dopo anni di assenza (grazie alla riforestazione della Posidonia oceanica)

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Una scoperta scientifica dal valore inestimabile ha scosso di gioia i ricercatori dell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola nel Golfo di Napoli. Durante le periodiche attività di monitoraggio ambientale dei fondali napoletani, il team scientifico si è imbattuto in un evento straordinario e del tutto inaspettato: il ritorno del cavalluccio marino (scientificamente noto come Hippocampus guttulatus).

Questa specie protetta, considerata tra le più fragili e minacciate dell’intero bacino del Mar Mediterraneo, era ormai scomparsa da diversi anni a causa della progressiva distruzione del suo habitat naturale. L’avvistamento, immortalato in un emozionante filmato subacqueo, è avvenuto all’interno delle praterie di Posidonia oceanica. La ricomparsa dell’ippocampo non è casuale, ma rappresenta il coronamento di un ambizioso progetto di restauro ecologico iniziato nel 2023.

Il successo della cooperazione scientifica e le talee del Regno di Nettuno

Il successo di questa operazione di ripopolamento biologico affonda le sue radici in una virtuosa sinergia tra diverse aree protette campane. Il progetto di riforestazione marina è stato infatti reso possibile grazie alla preziosa donazione delle prime talee di Posidonia oceanica da parte dell’AMP Regno di Nettuno. Questa collaborazione strategica ha permesso ai biologi della Gaiola di avviare il reimpianto dei nuclei vegetativi su fondali precedentemente desertificati dall’azione antropica, innescando una reazione a catena che ha progressivamente richiamato nuova vita marina.

Nelle zone protette, i ricercatori avevano già osservato i primi segnali di rinaturalizzazione, con la comparsa di piccoli avannotti di tordi e donzelle, seguiti da stelle marine, spirografi e cerianti. La presenza del cavalluccio marino, che si aggrappa saldamente alle fronde della pianta con la sua coda prensile, certifica ufficialmente la ritrovata salute dell’ecosistema. La stessa direzione del Parco ha voluto sottolineare la portata storica dell’evento:

Vedere quel piccolo ippocampo avvinghiato alle foglie di quelle piantine di Posidonia che pian piano stanno ricrescendo lì dove la scelleratezza umana le aveva cancellate qualche decennio fa, rappresenta davvero il simbolo della vita che rinasce.

Un ecosistema archeologico unico ma ancora minacciato

La straordinaria riserva della Gaiola rappresenta un sito unico al mondo, dove i tesori della natura si fondono con i resti archeologici della maestosa villa romana del Pausilypon, risalente al I secolo avanti Cristo. Questo paradiso sottomarino ospita inoltre gli unici tre banchi coralliferi dell’intera area napoletana e flegrea. Tuttavia la sopravvivenza di questo fragile ecosistema appena rinato resta legata a un filo sottile: gli attivisti e gli scienziati denunciano infatti il persistente pericolo legato agli scarichi fognari che confluiscono nell’area marina protetta nei giorni di forte maltempo, chiedendo con urgenza interventi strutturali alle autorità locali.

Autore articolo: Rebecca Manzi