Torna l’alga tossica in Puglia, scatta il bollino rosso in queste spiagge: la mappa delle aree a rischio (e i sintomi)

salute-benessere

L’estate del 2026 riaccende i riflettori sulla sicurezza di alcune delle coste più frequentate d’Italia. Il monitoraggio condotto dall’ARPA Puglia nella prima metà di luglio ha evidenziato una presenza critica della microalga Ostreopsis ovata, facendo scattare il bollino rosso in quattro rinomate aree costiere.

I campionamenti hanno registrato concentrazioni superiori alle ventimila cellule per litro d’acqua marina a Molfetta (nello specifico presso la prima cala), sul litorale nord di Giovinazzo, nei pressi del faro di Torre Canne a Fasano e a Porto Badisco, nel Salento, storico scalo di Enea. Una situazione che impone prudenza ma che l’agenzia invita a gestire senza panico ingiustificato, poiché il fenomeno è costantemente monitorato e i rischi per la salute restano transitori.

Alga tossica Puglia

@Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente

Che cos’è l’Ostreopsis ovata e perché prolifera

Questa microalga unicellulare, originaria dei climi caldi tropicali e subtropicali, ha colonizzato da anni i fondali rocciosi e poco profondi del Mar Mediterraneo. La sua crescita esponenziale è favorita dal forte caldo e da periodi prolungati di mare calmo. Le tossine dannose, analoghe alla palitossina, si disperdono nell’aria principalmente attraverso l’aerosol marino.

Questo fenomeno si verifica soprattutto in presenza di forte vento o mareggiate, quando le microscopiche gocce d’acqua vengono trasportate a riva e inalate dai bagnanti. L’esposizione può provocare lievi sintomi influenzali temporanei, come febbre, tosse, irritazione delle vie respiratorie, congiuntivite e dermatiti da contatto, che solitamente si risolvono spontaneamente in 24 o 48 ore.

Un effetto dei cambiamenti climatici

La proliferazione algale non rappresenta solo un fastidio estivo, ma è uno specchio dei profondi cambiamenti climatici, dell’innalzamento delle temperature degli oceani e dell’eutrofizzazione delle acque causata da attività umane. Il rischio si estende anche alla catena alimentare: i molluschi bivalvi, i pesci e i crostacei che filtrano l’acqua possono accumulare le tossine prodotte dall’alga senza mostrare segni di malattia, diventando però nocivi per il consumo umano.

Per questa ragione, l’Italia e l’Unione Europea regolano rigidamente i controlli di sicurezza sui prodotti ittici. Nel frattempo, l’ARPA Puglia prosegue la sorveglianza quindicinale su venti siti strategici della costa per garantire una balneazione sicura e tempestivamente monitorata.

Fonte: Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente

Autore articolo: Rebecca Manzi