Troppi morti in piscina: arriva la stretta sui bocchettoni che possono trasformarsi in trappole

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Dopo la serie di tragedie delle ultime settimane, la politica accelera sulla sicurezza e arriva una prima stretta: gli impianti con bocchettoni di aspirazione non conformi agli standard previsti dalla legge dovranno essere chiusi.

La misura è contenuta in un emendamento bipartisan al decreto legge Sport, presentato dalla commissione Cultura della Camera e sostenuto da tutti i gruppi parlamentari. Il testo, dopo essere stato portato in Aula e accantonato, è atteso al voto.

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Una risposta arrivata dopo morti e incidenti che hanno riportato sotto i riflettori un pericolo spesso invisibile: quello del risucchio generato dagli impianti di aspirazione delle piscine. Un problema che non riguarda solo i capelli che possono rimanere incastrati nelle griglie. Come hanno sottolineato diversi parlamentari, il risucchio può coinvolgere anche altre parti del corpo, soprattutto nei bambini, che hanno una struttura fisica più fragile e una minore capacità di reagire.

L’obiettivo della nuova norma è quindi garantire che tutti gli impianti – pubblici, privati, aperti al pubblico o collettivi – siano dotati di sistemi di aspirazione sicuri, con griglie integre e conformi alla normativa. Una verifica che, secondo la proposta, dovrà diventare una responsabilità concreta per proprietari e gestori prima dell’utilizzo della piscina.

La stretta arriva dopo settimane drammatiche. Tra i casi più recenti c’è quello di Alice, 11 anni, rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di una piscina a Sestri Levante e morta dopo due giorni di agonia. La procura indaga per omicidio colposo. Pochi giorni dopo, una bambina di 4 anni ha perso la vita nella piscina di un hotel a Milano Marittima.

A luglio, nel Trevigiano, un’altra bambina era rimasta incastrata con una gamba nella pompa di ricircolo, riuscendo a salvarsi solo grazie all’intervento che ha permesso di spegnere l’impianto. Ad aprile, invece, Matteo, 12 anni, era morto nel riminese dopo essere rimasto intrappolato sott’acqua.

Secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, dal 2022 le vittime di incidenti nelle piscine italiane sono state 75, oltre la metà delle quali erano bambini sotto i 12 anni.

Ora ,questo emendamento rappresenta però solo un primo intervento. Da tempo si attende una riforma più ampia del settore: il cosiddetto “ddl piscine”, un testo che punta a uniformare regole, controlli e requisiti di sicurezza oggi frammentati tra diverse normative regionali. Questo disegno di legge, però, è ancora fermo in Parlamento. Un vero paradosso considerando che proprio la sicurezza degli impianti è diventata una questione sempre più urgente.

Autore articolo: Germana Carillo