Tutto quello che c’è da sapere su Zcash

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Nelle ultime settimane il prezzo di Zcash è letteralmente esploso. 

Sebbene sembra essere solo una bolla speculativa, per fare il punto della situazione conviene analizzare a fondo il progetto per cercare di capire le sue reali potenzialità sul lungo termine. 

Infatti mentre il prezzo di Zcash saliva, quello di Bitcoin scendeva, e molti si sono affrettati ad affermare che Zcash stava per sostituire Bitcoin. 

Cos’è Zcash

Zcash è una criptovaluta ad elevato livello di privacy lanciata nel 2016 come fork di Bitcoin.

Infatti come BTC è basata su Proof-of-Work, ed ha un halving ogni circa 4 anni. 

Il primo halving avvenne nel 2020, mentre il secondo è avvenuto l’anno scorso. 

A differenza però di Bitcoin, le cui transazioni on-chain sono tutte pubbliche e con i dati in chiaro, Zcash utilizza una tecnologia crittografica chiamata zk-SNARKs (zero-knowledge Succinct Non-interactive Arguments of Knowledge) grazie alla quale è possibile dimostrare che una transazione sia valida anche senza dover necessariamente rivelare l’indirizzo del mittente, l’indirizzo del destinatario e l’importo trasferito.

In altre parole, le transazioni on-chain in Zcash sono sì pubbliche, ma senza la necessità che i dati siano per forza in chiaro e leggibili da tutti. 

Questa criptovaluta infatti supporta due tipologie di indirizzi differenti: quelli trasparenti, detti t-address, e quelli protetti, detti z-address. 

I primi sono equivalenti a quelli di Bitcoin, mentre i secondi utilizzano zk-SNARKs rendendo così le transazioni completamente private. Queste transazioni sono dette shielded, ovvero protette. 

Zcash inizialmente fu sviluppata dalla società Zerocoin Electric Coin Company, ma ora è supportata dall’organizzazione no-profit Zcash Foundation. 

Non si tratta però né dell’unica criptovaluta ad elevato livello di privacy, nè la prima, dato che ad esempio Monero (XMR) fu lanciata due anni prima). Attualmente però risulta essere quella a maggiore capitalizzazione di mercato, essendo salita al 16° posto assoluto davanti ad esempio proprio a Monero, ma anche a Litecoin e Avalanche. 

L’utilità

L’utilizzo degli z-address e delle transazioni shielded consente di migliorare la fungibilità, dato che i token ZEC usati nelle transazioni private sono maggiormente indistinguibili tra di loro, riducendo così ad esempio il rischio che vi siano token tracciati ed indirizzi inseriti in black-list. 

Lo svantaggio in questo caso è che molti exchange centralizzati hanno dovuto delistare le criptovalute ad elevato livello di privacy, perchè non conformi alle leggi, ma Zcash è ancora presente su molti CEX grazie ai t-address ed alle transazioni in chiaro. 

Da notare che, a differenza di Bitcoin, viene minato un nuovo blocco di Zcash ogni circa 75 secondi, al posto che 10 minuti, rendendo in questo modo più fruibile il suo utilizzo. 

Il vero vantaggio di Zcash è quello di essere una delle poche criptovalute che offre privacy forte mantenendo però comunque la possibilità di essere trasparente quando lo si vuole. 

La competizione con Bitcoin

La competizione tra Zcash e Bitcoin in realtà non c’è. 

Zcash infatti non ha mai fatto concorrenza a Bitcoin, e molto probabilmente mai lo farà nonostante sia un fork di BTC. 

A differenza di Bitcoin, dietro Zcash c’è ancora una società privata, dato che ECC (Electric Coin Company) è ancora il punto di riferimento per il suo sviluppo. 

È vero che negli ultimi anni la governance si è spostata verso una maggiore decentralizzazione, grazie soprattutto alla Zcash Foundation, ma non si può certo affermare che si tratti di una governance completamente decentralizzata come nel caso di Bitcoin. 

Ad esempio, nel corso dei suoi nove anni di storia ci sono stati cinque hard fork principali del protocollo  Zcash, ovvero in media più di uno ogni due anni. Bitcoin invece nei suoi sedici anni di storia ha subito solo tre hard fork principali, ovvero meno di uno ogni cinque anni. 

Infatti la governance di Zcash è stata progettata per bilanciare l’innovazione, la privacy e la sostenibilità a lungo termine, con un focus crescente sulla partecipazione della comunità e dei detentori di token, mentre quella di Bitcoin fu progettata solo per favorire sicurezza e partecipazione della community. 

Ciò impedisce di ritenere Zcash una vera alternativa a Bitcoin. Va considerata invece un’altcoin ad elevato livello di privacy con uno specifico utilizzo, e con il vantaggio di avere anche transazioni pubbliche in chiaro. 

Il boom del prezzo

Poco prima della fine di settembre il prezzo di Zcash era di circa 50$. Una decina di giorni fa ha sfiorato i 700$.

In altre parole, nel giro di poco più di un mese e mezzo il suo valore di mercato è salito di più del 1.000%! 

Questa salita però è evidentemente una salita parabolica, e le salite paraboliche sono quasi sempre dovute a bolle speculative. 

Qualcosa del genere a Zcash era già successo nel 2017, con una salita da 30$ ad oltre 700$ nel giro di poco più di otto mesi. Sebbene la salita delle ultime settimane sia stata inferiore in percentuale, è stata però molto più veloce, e quindi ancora più parabolica di quella del 2017.

All’epoca la bolla speculativa scoppiò ad inizio 2018, e nell’arco di circa un anno il prezzo ridiscese a circa 50$. 

Da notare che anche nel 2021 si gonfiò una bolla speculativa su Zcash, ma pur partendo sempre da circa 50$ si fermò a 320$. Poi anche quella bolla scoppiò, e nel giro di due anni ridiscese fin sotto i 30$. 
È pertanto evidente che anche in questo caso si tratti di una bolla speculativa, che oltretutto potrebbe già anche essere scoppiata la scorsa settimana. Va però aggiunto che in caso di altseason la risalita del prezzo di Zcash potrebbe anche ripartire, anche se poi in caso di vero e proprio bear-market crypto c’è da attendersi un suo altro forte calo.

Autore articolo: Marco Cavicchioli