Tuvalu chiama il mondo: il piccolo Stato del Pacifico (che rischia di sparire) ospiterà i leader globali prima della COP31

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Nel cuore dell’oceano Pacifico, uno dei Paesi più vulnerabili alla crisi climatica si prepara a lanciare un messaggio forte al mondo. È Tuvalu, minacciato dall’innalzamento del livello del mare, che ospiterà un incontro speciale tra leader internazionali in vista della Cop31, il prossimo grande vertice globale sul clima.

Un segnale tutt’altro che simbolico. Tuvalu è da anni in prima linea: qui la crisi climatica è già una realtà quotidiana. E proprio da questo territorio fragile partirà un appello urgente per accelerare le azioni globali.

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Il summit principale si terrà l’11 e 12 novembre ad Antalya, sotto la presidenza del ministro turco Murat Kurum. Ma prima, a ottobre, è previsto un incontro preparatorio nelle isole del Pacifico, con una tappa chiave proprio a Tuvalu, un’iniziativa che nasce anche dalla collaborazione con l’Australia, dopo mesi di tensioni sulla scelta della sede.

L’obiettivo è chiaro: arrivare alla Cop31 con impegni più concreti per ridurre le emissioni e rafforzare la resilienza climatica. Il ministro turco ha espresso piena fiducia nel collega australiano Chris Bowen, che guiderà i negoziati più delicati.

Ma il contesto globale è tutt’altro che favorevole. È ormai evidente come le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stiano influenzando le politiche energetiche, rischiando di rallentare la transizione. A sottolinearlo dalle pagine del The Guardian, è Jochen Flasbarth, che ha invitato a non perdere di vista l’emergenza climatica: le guerre non cancellano la crisi del clima.

Secondo Flasbarth, la priorità resta accelerare l’elettrificazione, dai trasporti all’industria, fino alle abitazioni. Un passaggio inevitabile, anche se in ritardo. La Germania, ad esempio, produce oggi circa il 60% della sua energia da fonti rinnovabili, ma continua a dipendere in parte dal carbone, che dovrebbe essere eliminato entro il 2038.

Nel frattempo, Tuvalu continua a fare i conti con un futuro incerto. L’innalzamento del mare minaccia direttamente la sopravvivenza dell’arcipelago. Portare qui i leader mondiali significa costringerli a guardare da vicino cosa c’è in gioco. La Cop31 si annuncia quindi come un passaggio cruciale: tra crisi globali e ritardi accumulati, il tempo per agire si sta esaurendo. E da una delle nazioni più fragili del pianeta arriva un promemoria difficile da ignorare.

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Autore articolo: Germana Carillo