Uniswap: il protocollo che ha reso automatici gli scambi decentralizzati

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Nella sezione Mercato della nostra App sono presenti molte criptovalute, ognuna con le proprie peculiarità e la propria storia.

Oggi ti raccontiamo Uniswap (UNI), il protocollo che ha reso automatico il trading decentralizzato, permettendo di convertire token senza intermediari grazie ai pool di liquidità.

Le origini di Uniswap

Uniswap nasce nel novembre 2018 da un’idea di Hayden Adams. L’obiettivo era creare un sistema che consentisse di convertire token direttamente sulla blockchain di Ethereum, senza affidarsi a una piattaforma centralizzata incaricata di custodire i fondi e abbinare gli ordini.

Il progetto introdusse un approccio allora innovativo: al posto del tradizionale registro degli ordini, o order book, Uniswap utilizzava smart contract e riserve di token per calcolare automaticamente i prezzi ed eseguire le operazioni.

Negli anni successivi il protocollo si è evoluto attraverso diverse versioni. Uniswap v2, lanciato nel 2020, ha ampliato le possibilità di conversione tra token ERC-20, mentre Uniswap v3 ha introdotto nel 2021 la liquidità concentrata. Nel 2025 è arrivato Uniswap v4, che ha reso i pool più personalizzabili attraverso gli hook, moduli programmabili con cui gli sviluppatori possono aggiungere nuove funzioni.

Nel settembre 2020 è stato inoltre lanciato UNI, inizialmente distribuito anche attraverso un airdrop agli utenti che avevano già utilizzato il protocollo.

Che cos’è Uniswap?

Uniswap è un protocollo decentralizzato che permette di convertire criptovalute attraverso smart contract. Appartiene alla categoria dei decentralized exchange, o DEX: piattaforme che consentono agli utenti di interagire direttamente con la blockchain, mantenendo il controllo dei propri token all’interno del wallet.

A differenza delle piattaforme tradizionali, Uniswap non utilizza un order book per mettere in contatto compratori e venditori. Si basa invece su un Automated Market Maker, o AMM, che determina automaticamente i prezzi in funzione delle risorse disponibili nei pool di liquidità.

Il protocollo è nato su Ethereum, ma oggi è presente anche su numerose altre blockchain e reti Layer 2, tra cui Arbitrum, Base, Polygon, Optimism e Unichain.

Come funziona Uniswap?

Il funzionamento di Uniswap ruota intorno ai pool di liquidità, smart contract nei quali vengono depositati due token. Gli utenti possono convertire un asset nell’altro utilizzando direttamente le riserve presenti nel pool, senza attendere che un altro operatore inserisca un ordine di segno opposto.

Nella versione originaria del protocollo, il rapporto tra i due token viene regolato dalla formula x × y = k: quando la quantità di uno dei token cambia, il prezzo viene aggiornato automaticamente per mantenere costante il prodotto tra le due riserve. Più un’operazione è grande rispetto alla liquidità disponibile, maggiore può essere il suo impatto sul prezzo.

Le risorse presenti nei pool vengono depositate dai liquidity provider, utenti che mettono a disposizione i propri token e ricevono in cambio una parte delle commissioni generate dalle operazioni. Nelle versioni più recenti, possono anche scegliere l’intervallo di prezzo nel quale fornire liquidità, utilizzando il capitale in modo più mirato.

Questo meccanismo comporta però alcuni rischi. Se il valore relativo dei due token cambia sensibilmente, il risultato della posizione può essere meno favorevole rispetto alla semplice detenzione degli asset: un fenomeno conosciuto come perdita impermanente.

UNI è il token di governance del protocollo. I suoi detentori possono partecipare alle votazioni che riguardano, per esempio, la gestione del tesoro e alcuni parametri dell’ecosistema. Al momento del lancio è stato creato un miliardo di UNI; il modello originario prevede inoltre un’inflazione annuale del 2% dopo i primi quattro anni, quindi il token non presenta una fornitura massima fissa.

Uno sguardo al mercato

Sul mercato, Uniswap si colloca tra i principali protocolli dedicati agli scambi decentralizzati, un settore nel quale operano anche piattaforme come PancakeSwap, Curve e Aerodrome.

Al 25 luglio 2026, UNI ha una capitalizzazione di mercato di circa 2,3 miliardi di dollari, che lo colloca intorno alla 38ª posizione tra le criptovalute per market cap. Il volume di scambio giornaliero del token è nell’ordine dei 150 milioni di dollari.

Guardando invece all’utilizzo del protocollo, Uniswap registra circa 2,8 miliardi di dollari di valore bloccato nei pool e oltre 49 miliardi di dollari di volume negli ultimi 30 giorni. La piattaforma opera su numerose reti, anche se Ethereum continua a rappresentare una parte importante della sua attività.

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Autore articolo: Conio Team