Vacanze in montagna? Ecco i consigli per chi soffre di cuore


Montagna e cuore: quando saliamo di quota, la pressione parziale dell’ossigeno si riduce e questo può indurre il cuore a uno sforzo maggiore, perché cerca di compensare la ridotta ossigenazione aumentando i battiti cardiaci (tachicardia) e aumentando la pressione sanguigna. Per questi motivi, chi soffre di problemi cardiovascolari, può avere difficoltà o veder peggiorare i suoi disturbi.
Questo fenomeno, noto come ipossia ipobarica, innesca una risposta neuroorganica immediata. Così il sistema nervoso simpatico si attiva per garantire l’apporto di ossigeno ai tessuti nobili, ma lo fa a spese di un incremento del lavoro miocardico. Se un cuore sano si adatta senza troppi problemi a questi sbalzi, un cuore già compromesso da patologie pregresse rischia di andare incontro a un sovraccarico funzionale pericoloso.
I rischi legati all’altitudine nel 2026: cosa dicono i dati
Negli ultimi anni, la cardiologia di montagna ha fatto enormi passi avanti. Le linee guida del 2026 sottolineano come non sia solo l’altezza in sé a rappresentare un rischio, ma la velocità con cui la si raggiunge (mancato acclimatamento) e la presenza di comorbidità non compensate, come l’ipertensione arteriosa non controllata, la cardiopatia ischemica cronica o lo scompenso cardiaco avanzato. Sopra i 1.500-2.000 metri, lo stress idrodinamico sulle arterie aumenta significativamente, rendendo obbligatorio un approccio personalizzato e preventivo prima di intraprendere qualsiasi viaggio in quota.
I consigli dell’esperta
Quali sono i consigli degli esperti per chi soffre di cuore ma si dirige in montagna per le vacanze estive? La parola, nella nostra videointervista, all’esperta Maddalena Lettino, Responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia dello Scompenso dell’ospedale Humanitas di Rozzano (MI).
«La regola d’oro rimane l’acclimatamento graduale», spiega la professoressa Lettino. «Oggi, grazie anche alla telemedicina e ai dispositivi indossabili di nuova generazione, possiamo monitorare la saturazione di ossigeno e la pressione arteriosa dei pazienti in tempo reale durante i primi giorni in quota. È fondamentale non modificare mai la terapia farmacologica autonomamente e programmare un check-up cardiologico prima della partenza per valutare la riserva coronarica». Ascolta la videointervista per scoprire la guida completa ai livelli di altitudine consigliati in base alla propria mappa di rischio cardiovascolare, e quali segnali d’allarme non sottovalutare mai durante un’escursione.
Leggi anche…
L'articolo Vacanze in montagna? Ecco i consigli per chi soffre di cuore proviene da OK Salute e Benessere.
