Via libera all’unanimità al voto per i fuorisede: come funzionerà e tutti i requisiti per fare domanda

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Una barriera logistica e democratica che durava da decenni viene abbattuta alla Camera con l’approvazione all’unanimità dell’emendamento alla legge elettorale coordinato dal primo firmatario Fabio Roscani, insieme ai co-firmatari Luca Toccalini, Paolo Emilio Russo e Franco Tirelli. La legge elettorale è al momento in discussione in Parlamento, verrà approvata oggi dalla Camera e poi la palla passerà al Senato, dove in caso di approvazione (cosa comunque non scontata) il voto per i fuorisede diventerà realtà.

La novità, che stabilizza i primi test sperimentali promossi negli anni scorsi da realtà civiche come Will Media, Rete Voto Fuorisede e The Good Lobby, permette ai cosiddetti “fuorisede” ovvero studenti, lavoratori e malati in cura di esprimere la propria preferenza direttamente nel Comune di domicilio temporaneo. Non sarà più necessario affrontare costosi e complessi viaggi di rientro verso le proprie città di origine per esercitare il diritto di voto alle elezioni politiche, europee e referendum nazionali.

Regole geografiche e requisiti temporali

La struttura della nuova norma definisce criteri d’accesso chiari sul piano territoriale e temporale. Per poter usufruire della nuova procedura, il cittadino fuorisede deve risultare domiciliato in un Comune situato in una Regione diversa da quella di iscrizione elettorale (restando dunque esclusi gli spostamenti intra-regionali, ovvero all’interno della stessa Regione). Dal punto di vista temporale, per gli studenti e i lavoratori è richiesto un periodo minimo di permanenza nel Comune ospitante pari ad almeno nove mesi. Questo limite viene sensibilmente ridotto per le persone costrette a spostarsi fuori Regione per ricevere assistenza sanitaria, terapie o trattamenti medici: per questi ultimi la soglia minima si abbassa a soli tre mesi, a condizione che in tale lasso temporale ricada la data ufficiale della votazione.

Le scadenze e la doppia finestra per fare domanda

Per accedere a questo meccanismo, gli interessati devono richiedere l’inserimento in un apposito registro anagrafico fuorisede presso l’ufficio elettorale del Comune ospitante. La domanda ordinaria va presentata entro il 31 dicembre di ogni anno per le consultazioni che avranno luogo l’anno successivo. Per evitare di escludere chi si trasferisce nei primi mesi dell’anno, è stata istituita una seconda finestra mobile: i requisiti possono essere presentati entro 30 giorni dal trasferimento e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data del voto.

La richiesta, inoltrabile anche per via telematica, deve includere un documento di identità e la documentazione che attesti la condizione di fuorisede. Una volta approvata la domanda, l’ente ospitante invierà un’attestazione entro il decimo giorno antecedente al voto. Il cittadino voterà nelle sezioni elettorali ordinarie del Comune di domicilio (dove i fuorisede non potranno superare il 10% degli iscritti ordinari per motivi logistici) e le preferenze andranno ai candidati e alle liste del collegio legato al territorio di domicilio.

Fonte: Legge elettorale | comunicazione.camera.it

Autore articolo: Rebecca Manzi