Arriva l’app per verificare l’età online: come funziona il nuovo sistema UE per proteggere i minori sui social (e non solo)

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L’Unione Europea accelera sulla regolazione del mondo digitale con una nuova misura destinata a cambiare il modo in cui si accede ai servizi online. La presidente della Commissione europea ha annunciato il lancio di una app per la verifica dell’età, pensata per proteggere i minori e rendere più sicuro l’accesso a piattaforme e contenuti sensibili. L’obiettivo è creare uno standard comune europeo, evitando che ogni Paese sviluppi sistemi diversi e difficilmente compatibili tra loro.

Come funziona il sistema

L’app sarà disponibile per il download su smartphone, tablet e computer e si baserà sull’integrazione con i documenti d’identità nazionali. Dopo la configurazione iniziale, l’utente potrà dimostrare la propria età digitale per accedere a siti e servizi che prevedono limiti anagrafici, come piattaforme per adulti o social network con restrizioni. Alcuni Stati membri hanno già sperimentato il modello, collegandolo ai sistemi di identità digitale nazionali e al futuro portafoglio digitale europeo.

Privacy e protezione dei dati

Uno dei punti centrali del progetto riguarda la tutela della privacy. Secondo la Commissione, il sistema è progettato per garantire una verifica dell’età senza la condivisione di informazioni personali aggiuntive. L’app rilascerà solo un’attestazione minima, senza tracciare l’attività degli utenti. Il modello si ispira ai principi dell’open source, con codice pubblico verificabile, e si inserisce nel quadro del Digital Services Act, che impone maggiori obblighi di protezione per i minori online.

Un progetto europeo comune

L’iniziativa punta a ridurre la frammentazione normativa tra i 27 Stati membri, creando un sistema unico e interoperabile. Nei prossimi mesi verrà definito il meccanismo tecnico definitivo, con l’obiettivo di una diffusione entro l’estate. Parallelamente, Bruxelles lavora a una strategia più ampia per regolamentare l’età minima sui social e rafforzare il controllo sui contenuti digitali. Il progetto rappresenta un passo decisivo verso una identità digitale europea condivisa.

Fonte: Europea Commission

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Autore articolo: Rebecca Manzi