Cane ha un malore in spiaggia a Cala Forno, i proprietari scappano e lo abbandonano: morto davanti ai bagnanti

salute-benessere

Una vicenda drammatica ha sconvolto la tranquillità di Cala di Forno, una delle calette più isolate e suggestive custodite all’interno del Parco della Maremma in Toscana. Il 19 luglio, un esemplare di pastore tedesco di nove anni è deceduto in spiaggia dopo una lunga agonia, manifestata attraverso tre violentissime crisi convulsive, grave disidratazione e severe difficoltà respiratorie.

Secondo la testimonianza di una turista presente sul posto, l’animale è stato condotto nell’area protetta da due uomini che avevano dichiarato di lavorare in un’azienda agricola locale. I due individui, sostenendo di essere rimasti privi di acqua e di non aver mai visto il cane in condizioni simili, hanno affidato l’animale ai bagnanti promettendo di ritornare a breve a bordo di un fuoristrada con i soccorsi. I due si sono invece dileguati senza fare più ritorno, lasciando il cane al proprio tragico destino davanti agli sbigottiti visitatori.

Le drammatiche convulsioni e la morte del cane in spiaggia

Abbandonato a se stesso sotto gli occhi impotenti dei bagnanti e della turista che ha cercato di prestargli il minimo conforto possibile, il quadro clinico del pastore tedesco è precipitato in modo inarrestabile e drammatico. La testimone ha assistito direttamente a tutta la fase finale dell’agonia, caratterizzata da crisi sempre più violente e ravvicinate che hanno straziato il corpo dell’animale. Il cane ha infatti subito ben tre profonde convulsioni consecutive prima di spirare definitivamente sulla sabbia di fronte ai turisti sotto shock, che nulla hanno potuto fare per salvarlo.

La posizione dell’ente Parco e la ricerca dei responsabili

L’episodio ha suscitato la ferma condanna del presidente dell’ente, Simone Rusci, che ha definito l’accaduto un fatto estremamente grave. La spiaggia dove si sono svolti i fatti è una zona soggetta a regolamenti precisi: l’ingresso agli animali domestici è severamente vietato per tutelare la fauna e garantire la sicurezza. L’ente ha precisato che la vastità del territorio rende complessa una vigilanza ininterrotta e che i guardiaparco sono stati allertati con diverse ore di ritardo, poiché i presenti si erano inizialmente rivolti ad altri enti.

Nonostante la tempestività dei guardiaparco una volta ricevuta la chiamata, gli operatori sono giunti sul posto quando l’animale era ormai deceduto. Il pastore tedesco è risultato provvisto di microchip, elemento fondamentale che le autorità competenti stanno utilizzando insieme alle immagini e alle testimonianze per risalire ai responsabili e accertare ogni violazione di legge.

Autore articolo: Rebecca Manzi