Difesa, Tajani chiede di accedere al fondo Safe: 14,9 miliardi di euro di aiuti per la spesa militare

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Dopo essere stata bacchettata da Usa e Ue per aver messo a budget solo 33,9 miliardi di euro di spesa complessiva per la Difesa, molto al di sotto del 2% del Pil indicato dai parametri Nato, l’Italia gioca le sue carte. Il Governo ha ufficializzato l’intenzione di fare ricorso al Security Action for Europe per sostenere il finanziamento di materiali, tecnologie e dotazioni militari, per un intervento pari a 14,9 miliardi di euro.

L’annuncio ha seguito il Vertice Nato di Ankara, nel corso di un’informativa resa delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Le dichiarazioni di Tajani

Nel corso del suo intervento di risposta e approfondimento di fronte ai deputati e ai senatori, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha delineato sia le tempistiche dell’intervento che la ripartizione delle risorse tra i due dicasteri;

Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno. Formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevole Crosetto come investirli nell’anno successivo.

Come si struttura la spesa dei fondi Safe

Le parole del Capo della Farnesina chiariscono il doppio livello dell’operazione:

  1. la prima fase è interamente negoziale tra l’Italia e Bruxelles, in cui la prima dovrà depositare una proposta entro i termini stabiliti dal calendario;
  2. la seconda fase è più operativa e riguarda la programmazione della spesa delle risorse messe in campo, affidata al Ministero della Difesa.

Le clausole economiche

Le agevolazioni economiche incluse nel Safe sembrano rappresentare una vera e propria banca della difesa, pensata per abbattere l’impatto economico degli investimenti militari sui bilanci nazionali degli Stati membri dell’Ue.

I finanziamenti vengono erogati sotto forma di prestiti a lungo termine che beneficiano del rating massimo dell’Unione Europea, garantendo al contempo tassi di interesse minimi.

A ciò si aggiunge una flessibilità di restituzione caratterizzata da un periodo di grazia fino a 10 anni e da un orizzonte di ammortamento globale che può estendersi fino a 45 anni.

Inoltre, gli acquisti e gli appalti effettuati tramite il fondo godono della totale esenzione dall’Iva.

Il contesto geopolitico e le implicazioni per l’Italia

L’annuncio del ministro Antonio Tajani si inserisce in un quadro geopolitico delicato e in rapida evoluzione. Le pressioni per un adeguamento della spesa militare e per il consolidamento del contributo europeo alla difesa sono diventate prioritarie per gli alleati della Nato. Gli esiti del Vertice di Ankara hanno ribadito la necessità per i Paesi membri di rafforzare le proprie capacità industriali e strategiche nel settore della sicurezza.

La scelta di fare ricorso al fondo Safe indica un allineamento di Roma alla richiesta di ammodernamento degli apparati difensivi, senza che si vada a pesare su altre voci della spesa pubblica.

L’iter di adesione richiederà una prima formalizzazione della domanda e il successivo vaglio da parte degli organi comunitari. Una volta che gli organi competenti dell’Ue avranno approvato il piano di riparto, toccherà alla Difesa indicare quali programmi industriali, sistemi d’arma o forniture strategiche saranno coperti dai 14,9 miliardi di euro nell’arco della successiva programmazione.

Autore articolo: emanuelacolatosti