I Vigili del Fuoco italiani lasciano il Venezuela: “la nostra missione si conclude con una scena straziante”

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Si conclude con un grande peso sul cuore, ma anche con la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile, la missione dei Vigili del Fuoco italiani impegnati in Venezuela dopo i violenti terremoti che ha colpito il Paese. Cinque giorni di lavoro incessante tra le macerie, nella speranza di strappare vite alla devastazione provocata dal sisma. Cinque giorni trascorsi tra polvere, silenzio e attese, scanditi dall’impegno di 41 operatori italiani, tra cui 25 specialisti Usar (Urban Search and Rescue), che si sono alternati senza sosta ogni otto ore nelle operazioni di ricerca e soccorso.

Cinque giorni di ricerche incessanti

La squadra italiana ha operato in condizioni estremamente difficili, lavorando giorno e notte nelle aree più colpite dal terremoto. L’obiettivo è stato quello di individuare eventuali superstiti e fornire supporto alla popolazione locale, mettendo a disposizione competenze e tecnologie specializzate per il soccorso in scenari di crollo. Dietro ogni intervento ci sono preparazione, esperienza e una grande capacità di affrontare situazioni emotivamente molto complesse. Un impegno che i vigili del fuoco italiani hanno portato avanti senza interruzioni per tutta la durata della missione.

Il dolore per una nonna e la sua nipotina

L’epilogo delle operazioni è stato particolarmente doloroso. Nella notte sono stati recuperati i corpi senza vita di una nonna e della sua nipotina di appena tre anni, rimaste intrappolate sotto le macerie della loro abitazione. Le due sono state ritrovate abbracciate. Un’immagine che racconta la forza dell’amore e dell’istinto di protezione che accompagna ogni genitore e ogni nonno: fino all’ultimo momento, la donna ha cercato di mettere al sicuro la bambina stringendola a sé. Poche ore prima erano stati recuperati anche i corpi di altri due dispersi nella zona della Marina di La Guaira, una delle aree maggiormente colpite dal sisma.

La speranza spezzata da una nuova scossa

Tra gli episodi che più hanno segnato questa missione spicca il tentativo di salvare una giovane madre e i suoi figli. Nella notte tra domenica e lunedì i soccorritori italiani avevano individuato segnali che lasciavano sperare in un esito positivo.

La situazione, però, è precipitata con una nuova scossa di terremoto di magnitudo 5.1 registrata nella mattina di lunedì. Il nuovo movimento tellurico ha aggravato la stabilità delle strutture già compromesse, chiudendo ogni possibilità di portare a termine il salvataggio.

Il rientro del primo contingente

Concluse le operazioni principali di ricerca, il primo contingente dei vigili del fuoco italiani si prepara a fare ritorno in patria. Insieme ai soccorritori rientreranno anche i tecnici incaricati delle attività di assessment e quelli dedicati alla comunicazione in emergenza, figure fondamentali per il coordinamento delle operazioni e la gestione delle informazioni durante la crisi. Il volo è previsto in partenza dall’aeroporto di La Guaira nella serata locale.

L’Italia resta al fianco del Venezuela

L’impegno italiano nell’emergenza venezuelana non termina però con il rientro delle squadre di soccorso. Mentre arrivano gli aiuti umanitari, come alimenti e medicine, nel Paese continuerà a operare il team TAST (Technical Assistance and Support Team) del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che supporterà gli esperti di protezione civile impegnati nell’ambito del Meccanismo Europeo di Protezione Civile. Il loro compito sarà facilitare il coordinamento delle attività sul territorio, la gestione degli aiuti umanitari e la graduale ripartenza delle operazioni.

Fonte: Vigili del Fuoco

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Autore articolo: Rosita Cipolla