La foto dell’elefantessa che trasporta il suo cucciolo morto vince il Wildlife Photographer of the Year 2026 (ed è di un italiano)

Un’elefantessa emerge dalla boscaglia con il corpo senza vita del suo piccolo. Non c’è bisogno di aggiungere molto altro: è uno di quegli scatti che raccontano una storia prima ancora che qualcuno provi a spiegarla. A realizzarlo è stato Federico Veronesi, fotografo naturalista italiano che vive in Kenya, e proprio questa immagine gli è valsa il titolo di Wildlife Photographer of the Year 2026, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della fotografia naturalistica mondiale.
La fotografia si intitola The Aftermath (Dopo la tragedia) ed è stata scattata nella Huab River Valley, in Namibia. La protagonista è una femmina di elefante che trasporta il corpo del suo cucciolo morto. Una scena dolorosa, che ci mette davanti alla complessità dei legami familiari degli elefanti e a comportamenti che gli studiosi osservano con particolare interesse quando questi animali si confrontano con la morte.
Lo scatto sarà tra i protagonisti della 62ª edizione del Wildlife Photographer of the Year, in programma al Museo della Permanente di Milano dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027. Una mostra che raccoglie alcune delle immagini più sorprendenti della natura, ma anche fotografie che raccontano quanto siano fragili gli ecosistemi e le specie che li abitano.

Federico Veronesi, l’italiano che ha vinto con un’immagine difficile da dimenticare
Il riconoscimento a Veronesi arriva grazie a una fotografia che colpisce soprattutto per ciò che racconta. Non un predatore in azione, né un paesaggio spettacolare, ma un momento intimo e doloroso nella vita di un animale selvatico.
Gli elefanti sono noti per le loro complesse relazioni sociali. Vivono in gruppi familiari, mantengono legami duraturi e manifestano comportamenti particolari nei confronti dei compagni morti, come toccarne o esplorarne i resti con la proboscide. La fotografia di Veronesi documenta proprio uno di questi momenti, senza che sia necessario attribuire all’animale emozioni umane per riconoscerne la forza.
Il fotografo italiano ha ottenuto anche un altro importante riconoscimento: l’Impact Award 2026 con Sanctuary Survivors (Sopravvissuti del Santuario), premiata anche con una menzione d’onore nella categoria Ritratti di animali.
In questo caso, il racconto cambia completamente. L’immagine ritrae alcuni rinoceronti bianchi meridionali nella Solio Game Reserve, in Kenya, e porta l’attenzione sui risultati che gli interventi di conservazione possono ottenere quando habitat e animali vengono protetti.
Da una parte la perdita, dall’altra la possibilità di proteggere una specie: due fotografie molto diverse, ma entrambe capaci di raccontare il rapporto tra gli animali e il mondo in cui vivono.
Anche uno scarabeo stercorario può raccontare una grande storia

Tra gli scatti premiati c’è anche quello di Oscar Whitfield, giovane fotografo britannico residente in Zimbabwe, vincitore del titolo Young Wildlife Photographer of the Year 2026.
La sua fotografia, Labour of Love (Un atto d’amore), ritrae uno scarabeo stercorario impegnato a spingere la propria sfera di sterco. Whitfield si è sdraiato a terra per fotografare l’insetto alla sua altezza, catturando il movimento e la polvere sollevata dal terreno.
Dietro un’immagine apparentemente semplice si nasconde un ruolo ecologico fondamentale. Gli scarabei stercorari contribuiscono alla decomposizione della materia organica, al riciclo dei nutrienti e alla salute del suolo. Interrando gli escrementi, possono inoltre contribuire a ridurre le condizioni che favoriscono la produzione di metano.
È la dimostrazione che per raccontare la natura non servono necessariamente grandi mammiferi o paesaggi spettacolari. A volte basta osservare quello che accade a pochi centimetri da terra.
Gli altri fotografi italiani premiati
Veronesi non è l’unico italiano presente tra gli autori selezionati per questa edizione. Marco Colombo ha ottenuto una menzione d’onore nella categoria dedicata alla fotografia subacquea con Cave of Wonder (La grotta delle meraviglie), uno scatto che mostra un proteo, anfibio legato agli ambienti carsici sotterranei.
Fabio Sartori, con Swept Away (Spazzato via), gioca invece con la prospettiva e l’illusione ottica, fotografando una formica che sembra sospesa nello spazio.
C’è poi Carlo Antonio D’Aurizio, autore di Starling Morning Cloud (Nuvola di storni mattutina), che ha immortalato il movimento degli storni sopra il fiume Tirino, in Abruzzo, ottenendo una menzione d’onore nella categoria dedicata alle zone umide.
Tre modi diversi di guardare la natura, passando dagli ambienti sotterranei alle geometrie create da animali minuscoli, fino agli stormi che disegnano figure nel cielo.
Le 100 fotografie premiate arrivano a Milano
Dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027, il Museo della Permanente di Milano ospiterà le 100 fotografie selezionate per la 62ª edizione del concorso organizzato dal Natural History Museum di Londra.
La selezione arriva da 65.403 candidature provenienti da 121 Paesi e territori, un record per il concorso. Le immagini raccontano comportamenti animali difficili da osservare, specie minacciate, ambienti estremi e trasformazioni degli ecosistemi.
La mostra, organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento, presenterà gli scatti su grandi pannelli retroilluminati. Accanto alle fotografie premiate saranno proposte anche 25 immagini selezionate nell’ambito del People’s Choice, oltre a video, interviste e materiali che raccontano il lavoro dietro gli obiettivi.
Non mancheranno approfondimenti sulla biodiversità, anche attraverso il Biodiversity Intactness Index, l’indicatore sviluppato dal Natural History Museum che misura quanta parte della biodiversità originaria rimane in un determinato territorio.
Sono inoltre previsti incontri con fotografi naturalisti, visite guidate e appuntamenti dedicati, tra gli altri, al Mediterraneo, ai funghi, alle piante e alla ricerca subacquea.
Dove e quando vedere il Wildlife Photographer of the Year 2026
La mostra sarà visitabile al Museo della Permanente, in via Filippo Turati 34 a Milano, dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027. Per informazioni e aggiornamenti sul programma è possibile consultare il sito degli organizzatori.
Ma l’immagine che probabilmente resterà più impressa è quella dell’elefantessa fotografata da Federico Veronesi. Un animale che attraversa il letto asciutto di un fiume portando il proprio piccolo morto. Una fotografia che lascia aperte molte domande sul comportamento degli elefanti e che, proprio per questo, ci ricorda quanto abbiamo ancora da imparare dagli altri esseri viventi.
