La gorilla più vecchia del mondo compie 69 anni: catturata quando aveva 2 anni, da allora non è mai più uscita da uno zoo

Niente torta, ma un pasto speciale a base di pomodori, barbabietole, porri e lattuga. Con questa celebrazione sobria e silenziosa, Fatou ha festeggiato il suo 69° compleanno allo Zoo di Berlino, dove vive da oltre sessant’anni. Un compleanno che il mondo intero ha imparato a conoscere, anno dopo anno, come un appuntamento fisso con la longevità e con la meraviglia, ma che porta con sé una storia molto più complessa e molto meno festosa di quanto i titoli dei giornali tendano a raccontare.
Le origini di Fatou
Fatou è una gorilla di pianura occidentale, la sottospecie scientificamente nota come Gorilla gorilla gorilla, tra le più diffuse ma anche tra le più minacciate a causa della distruzione delle foreste equatoriali e del bracconaggio. È nata libera, in natura, probabilmente nel 1957, in qualche punto dell’Africa occidentale che nessuno ha mai potuto identificare con certezza. La data del 13 aprile è simbolica, scelta per darle un compleanno da celebrare, perché dei suoi primi anni di vita non esiste documentazione, solo le tracce di una storia che comincia con una violenza.
La cattura, la madre uccisa, il baratto in una taverna
Quando aveva circa due anni, Fatou venne catturata e separata dalla madre, un passaggio che per i gorilla equivale a uno strappo brutale: questi animali restano con la propria mamma per almeno tre o quattro anni, e il legame che si sviluppa in quel periodo è fondamentale per la loro crescita psicologica e sociale. La madre, con ogni probabilità, venne uccisa, come accadeva sistematicamente nelle catture di quel periodo storico: per prendere un cucciolo vivo era necessario eliminare gli adulti che lo proteggevano. Fatou finì nelle mani di un marinaio francese, che la barattò per saldare un conto in una taverna di Marsiglia. Fu poi acquistata da una commerciante di animali, e infine ceduta allo Zoo di Berlino nel 1959, da quel momento, non si è mai più mossa.
Come gli zoo si rifornivano: animali come merce
Quello che la storia di Fatou racconta con una chiarezza difficile da ignorare è il meccanismo attraverso cui gli zoo europei si rifornivano per decenni: animali selvatici strappati al loro habitat, famiglie sterminate, cuccioli trasportati come merci attraverso oceani e frontiere per diventare attrazioni o curiosità da esibire al pubblico pagante. Una pratica che oggi appare inaccettabile, ma che per lungo tempo fu considerata normale, persino ammirevole, una forma di avvicinamento tra l’uomo e il mondo naturale. Fatou è la testimone vivente di quel mondo, e il fatto che sia ancora lì, a quasi settant’anni, rende quella testimonianza ancora più potente e ancora più scomoda.
In natura, i gorilla di pianura occidentale vivono mediamente tra i 35 e i 40 anni. Fatou ne ha quasi il doppio, grazie alle cure veterinarie costanti, a un’alimentazione controllata e a un ambiente protetto da qualsiasi predatore. Oggi vive in un’area separata dello zoo, lontana dagli altri gorilla, a causa della sua età avanzata e delle sue condizioni di salute: ha perso i denti, soffre di una leggera artrite e ha l’udito ridotto. Conserva però, raccontano i suoi custodi, un carattere deciso e riconoscibile. Quella longevità che tutti celebrano come un record straordinario porta però con sé una domanda che nessun comunicato stampa dello zoo si preoccupa di formulare: quanto pesa, per un animale nato libero nella foresta africana, una vita intera trascorsa tra le mura di un recinto?
Le cose, per fortuna, sono cambiate, la cattura in natura dei grandi primati è oggi vietata da normative internazionali e dalla Convenzione CITES sul commercio delle specie minacciate. Gli zoo moderni ospitano prevalentemente animali nati in cattività, esemplari sequestrati al traffico illegale o salvati da situazioni di degrado, e partecipano a programmi di conservazione con obiettivi scientifici riconosciuti. Fatou stessa è diventata nel tempo il simbolo di questa transizione, il punto di demarcazione tra un prima in cui gli animali selvatici erano oggetti da commerciare e un dopo in cui, almeno nelle intenzioni dichiarate, le istituzioni zoologiche aspirano a un ruolo diverso.
Resta però quella domanda implicita che accompagna ogni suo compleanno, ogni torta sostituita da un piatto di verdure, ogni foto diffusa dagli uffici stampa dello zoo con il sorriso istituzionale di chi celebra un primato. Fatou ha vissuto 69 anni. Ne ha trascorsi 67 in cattività, lontana dalla foresta, dal suo gruppo familiare, dal territorio in cui era nata. La sua longevità è reale, ed è anche il risultato diretto di quella prigionia. Il modo in cui scegliamo di raccontarla, se come un trionfo o come una storia che merita una riflessione più profonda, dice molto su come continuiamo a guardare gli animali selvatici e il posto che riteniamo di avere nei loro confronti.
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