Se bevi acqua in bottiglia, queste sono le acque naturali migliori del supermercato (il primo posto non te lo immagineresti mai)

Tra le tre tipologie di acqua analizzate da Altroconsumo, quella delle naturali ĆØ senza dubbio la più diffusa sulle tavole degli italiani. Prive di anidride carbonica aggiunta o naturalmente presente, sono spesso considerate le più “leggere” e digeribili, tanto da essere consigliate anche in ambito pediatrico e per chi segue diete povere di sodio. Non stupisce quindi che sia proprio questa la categoria con il maggior numero di referenze sul mercato, e con una qualitĆ media complessivamente più alta rispetto a frizzanti ed effervescenti naturali.
Ma ĆØ proprio il primo posto di questa classifica a rappresentare la vera sorpresa del test 2026 di Altroconsumo. A conquistare il titolo di migliore in assoluto non ĆØ infatti uno dei marchi storici che siamo abituati a vedere sugli scaffali o nelle pubblicitĆ , ma Blues, l’acqua naturale a marchio Eurospin, che con 71 punti si aggiudica una qualitĆ definita “ottima” ā il punteggio più alto registrato in tutto il test, superiore anche a quello ottenuto dalle migliori acque frizzanti ed effervescenti naturali. Un risultato che ribalta parecchie convinzioni radicate tra i consumatori, secondo cui il prezzo più basso dei discount sarebbe sinonimo di qualitĆ inferiore: qui accade esattamente il contrario, con un prodotto economico che scavalca decine di brand blasonati e ben più costosi.
Vale la pena spendere due parole anche sul miglior acquisto della categoria, ovvero Gran Guizza Naturale, con 64 punti. Si tratta di un’etichetta meno conosciuta rispetto ai grandi nomi storici, ma che secondo Altroconsumo rappresenta il compromesso più vantaggioso tra qualitĆ e prezzo tra tutte le acque naturali testate: pur non raggiungendo i punteggi più alti della classifica, garantisce comunque una qualitĆ “buona” a un costo decisamente contenuto rispetto a marchi più blasonati che si fermano su punteggi simili o addirittura inferiori. Un ulteriore indizio di come, ancora una volta, i marchi meno pubblicizzati riescano spesso a offrire un rapporto qualitĆ -prezzo superiore rispetto ai brand più conosciuti ā a conferma di una tendenza che attraversa trasversalmente tutte e tre le categorie di acqua analizzate nel test 2026.
Acque minerali naturali: la classifica completa
Le acque naturali restano le più diffuse e “leggere”. In questa categoria emerge una buona qualitĆ generale, con diversi prodotti che raggiungono valutazioni elevate. Questa la classifica:
- Blues (Eurospin) ā 71 punti, qualitĆ ottima, migliore del test
- S. Bernardo Naturale ā 67 punti, qualitĆ buona
- Conad Naturale ā 66 punti, qualitĆ buona
- Santacroce ā 66 punti, qualitĆ buona
- Esselunga Naturale ā 65 punti, qualitĆ buona
- Maniva Naturale ā 65 punti, qualitĆ buona
- Gran Guizza Naturale ā 64 punti, miglior acquisto
- Vera Naturale ā 64 punti, qualitĆ buona
- San Benedetto Ecogreen Naturale ā 64 punti, qualitĆ buona
- Saguaro (Lidl) Eva Naturale ā 64 punti, qualitĆ buona
- Lauretana Naturale ā 64 punti, qualitĆ buona
- Coop Naturale ā 63 punti, qualitĆ buona
- Eva Naturale ā 63 punti, qualitĆ buona
- Carrefour Classic Naturale ā 62 punti, qualitĆ buona
- Panna Naturale ā 62 punti, qualitĆ buona
- Rocchetta Naturale ā 62 punti, qualitĆ buona
- Sant’Anna Naturale ā 61 punti, qualitĆ buona
- Vitasnella Naturale ā 59 punti, qualitĆ media
- Evian Naturale ā 58 punti, qualitĆ media
- Valmora Sorgente Alpina Naturale ā 56 punti, qualitĆ media
- Boario Naturale ā 52 punti, qualitĆ media
- Levissima Naturale ā 49 punti, qualitĆ bassa
- Fiuggi Naturale ā 47 punti, qualitĆ bassa
Il dato interessante ĆØ la forte presenza della grande distribuzione (Eurospin, Lidl, Conad, Esselunga) ai vertici della classifica, con prezzi medi spesso più bassi rispetto ai brand storici. Ben sei prodotti a marchio del distributore si posizionano infatti tra i primi dieci, un segnale piuttosto netto di come, almeno per quanto riguarda l’acqua naturale, la storicitĆ del brand non sia più garanzia di superioritĆ qualitativa. In fondo alla classifica, invece, colpisce la presenza di nomi noti come Levissima e Fiuggi, entrambi fermi su una qualitĆ bassa nonostante il posizionamento premium con cui vengono comunemente proposti al pubblico.
Come ĆØ stato condotto il test
Anche per la categoria delle acque naturali, Altroconsumo ha seguito la stessa metodologia rigorosa applicata all’intero test 2026, pensata per garantire un confronto equo e realmente rappresentativo del mercato italiano.
La selezione dei prodotti da analizzare non è stata casuale, ma basata su dati concreti di diffusione: una rilevazione condotta in oltre 1.150 punti vendita distribuiti in 67 città italiane ha permesso di individuare quali marchi fossero effettivamente più presenti sugli scaffali della grande distribuzione, evitando così di includere prodotti di nicchia poco rappresentativi delle abitudini di acquisto reali. Le bottiglie sono state acquistate a gennaio 2026 e successivamente analizzate in laboratorio tra febbraio e marzo, mentre un monitoraggio separato dei prezzi ha coinvolto 48 punti vendita nelle città di Milano, Torino, Roma e Cagliari, così da poter valutare anche il rapporto qualità -prezzo di ciascun prodotto.
In laboratorio, ogni acqua naturale ĆØ stata sottoposta a un’analisi chimica dettagliata, con la misurazione dei principali sali minerali ā calcio, magnesio, sodio, fluoruri e nitrati ā che ne determinano il profilo nutrizionale e l’idoneitĆ a specifiche esigenze alimentari. Parallelamente, sono state ricercate eventuali tracce di metalli e contaminanti, tra cui arsenico, nichel, manganese, alluminio e il TFA, sostanza emergente sempre più monitorata a livello europeo.
Il test ha considerato anche gli aspetti legati a packaging e sostenibilitĆ : peso della bottiglia, presenza di plastica riciclata e riciclabilitĆ dell’etichetta, oltre alla praticitĆ d’uso quotidiana, dall’apertura del tappo al versamento senza sprechi.
Il punteggio finale ĆØ stato costruito assegnando un peso specifico a ciascun fattore: il 50% alla composizione dell’acqua, il 20% alla bottiglia e all’impatto ambientale, il 10% alle etichette, e la parte restante alle valutazioni su contaminanti e aspetti pratici e sensoriali.
Fonte: Altroconsumo
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