Stop “ometti di pietra” in vetta, possibili ripercussioni ambientali, il Club alpino austriaco lancia l’allarme

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Arrivare in vetta e costruire gli “ometti di pietra” sembra essere ormai una moda, ma, attenzione, è una moda molto pericolosa: come ha spiegato il Club alpino austriaco, queste strutture possono danneggiare i delicati ecosistemi montani e dunque il fenomeno va assolutamente arginato.

Un tempo, queste costruzioni fatte con materiali reperiti in loco avevano una funzione ben precisa: in assenza di altro tipo di segnaletica, la presenza degli ometti di pietra fungeva da guida per gli escursionisti lungo percorsi particolarmente tortuosi e impervi o per i fedeli che si mettevano in cammino verso santuari e luoghi di culto (non a caso se ne incontrano diversi lungo il Camino de Santiago).

Ma ora, divenuti superflui, sembrano diventati un passatempo per gli escursionisti con scarsa cultura ambientale. Ed è un problema: infatti, anche se queste strutture non richiedono l’ausilio di sostanze inquinanti come collanti o mastici, rappresentano comunque un’alterazione del territorio naturale che dovrebbe essere evitata.

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Sono belli, ma non devono diventare un fenomeno di massa come le monetine lanciate nella Fontana di Trevi

conferma al portale locale Alto Adige Carlo Alberto Zanella, presidente del CAI Alto Adige

Il fenomeno è in costante crescita, ormai su alcune vette ce ne sono ormai decine, se non centinaia (in val Sarentino, in Alto Adige, una cima si chiama addirittura ‘Uomini di pietra’). Ma chi li costruisce non sa o non pensa che il materiale con il quale vengono fatti fa parte del territorio, costituendo quindi un habitat importante per piante e animali di ogni tipo.

Per questo il Club alpino austriaco punta a rafforzare la sensibilizzazione attraverso campagne dedicate, più che ad attivare procedure sanzionatorie.

Basterà?

Fonti: Ansa / Alto Adige

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Autore articolo: Roberta De Carolis